Città di Messina

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lunedì, 11 febbraio 2008

LA RIVOLUZIONE è PARTITA!

 
"In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario" G.O.
www.messinanews.com

Postato da: Dresda a 08:22 | link | commenti (6) |

venerdì, 01 febbraio 2008

www.energiamessinese.it

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www.grillidellostretto.tk per scaricare il bollettino-giornale

(sezione "files")

Postato da: Dresda a 23:04 | link | commenti |

domenica, 18 novembre 2007

La Squadra...a Messina

Il questore di Messina ordina l'arresto delle prostitute che saranno espulse e processate nel loro Paese. Il decoro cittadino è salvo. Lo sfruttamento dei magnaccia pure: una pausa per godersi i lucrosi guadagni avuti fino ad oggi e da domani si riprende il lavoro...

 

Si espande, in città, il fenomeno della prostituzione. Il questore dispone un controllo straordinario per identificare le lucciole “in servizio” a Messina. In corso le identificazioni di 18 prostitute.

Blitz antiprostituzione degli agenti della Sezione Volanti.

Sull’onda di un rito notturno che in città si espande sino alle vie più centrali: dalla sede storica di piazza Stazione, zona Porto, le lucciole hanno raggiunto le traverse basse del viale S.Martino e la via La Farina, il questore Santi Giuffrè ha deciso un giro di vite.

La retata, scattata la scorsa notte, ha permesso di identificare 18 donne extracomunitarie e comunitarie: 9 rumene, 2 bulgare, 6 nigeriane ed una liberiana. Le rumene, è stato accertato, risiedono a Gioia Tauro. Da lì, in treno, raggiungono la nostra città e rientrano in sede in nottata. Da Catania, invece, arrivano le extracomunitarie.

Già due tra le 18, identificate, sono risultate destinatarie di provvedimento di espulsione, pertanto, saranno arrestate, a breve processate per direttissima e ricondotte in Patria. Altre analoghe procedure potrebbero essere adottate a completamento delle identificazioni. (normanno.com)

Postato da: Dresda a 14:18 | link | commenti (1) |

martedì, 13 novembre 2007

Se Vermilinguo istruisce i processi

 

 

 


Altre vergogne dopo l'assassinio di Gabriele Sandri

 

 

 

Gabriele Adinolfi  (www.noreporter.org)



Le autorità ci hanno annunciato che l’agente della polizia stradale che ha ucciso Gabriele Sandri sarà incriminato per “omicidio colposo”. Che è come dire che aveva dimenticato di mettere la sicura, gli era caduta la pistola dalla fondina, nella caduta dell’arma era partito accidentalmente un colpo e si era verificata una disgrazia.

Un testimone oculare però ha visto il prode tiratore, che la polizia definisce “esperto”, salire su una montagnola, impugnare l’arma a due mani e fare fuoco.

Allora, bontà loro, ci fanno sapere che l’uccisore potrebbe anche essere processato per “omicidio preterintenzionale”. Il reato in realtà è palesemente quello di “omicidio volontario non premeditato” che, con tutte le attenuanti del caso, prevede pene abbastanza severe. Ma la volontà di copertura dello sceriffo della domenica persiste.



Scontri provocati



Una nebulosa si è aggiunta a fare da fumogeno ai nostri occhi: si tratta degli scontri di domenica sera a Roma.

Che questi scontri siano stati auspicati se non proprio provocati dalle autorità è palese. La partita anziché essere vietata dalla mattina lo è stata solo alle 17. La notizia è stata resa pubblica solo dopo le 18 quando i tifosi romanisti erano già in cammino per lo stadio e si trovavano ad attraversare la fiaccolata indetta dai laziali in onore di Gabriele.

In precedenza, per ore e ore, in televisione erano state dette tante e tali di quelle ignobili falsità da eccitare obbligatoriamente gli animi anche dei più pazienti e dei più moderati.

La decisione di far svolgere le partite a differenza di quanto era accaduto dopo la morte – che, ribadiamo, ancora non si sa chi abbia provocato e come – del commissario Raciti, è servita solo ad incendiare le polveri. Cosa che si sarebbe potuta evitare ugualmente se non fosse stata presa la decisione discrimninate, offensiva e razzista di vietare il minuto di silenzio in onore di Gabriele



Piroette ipocrite



La serata romana è stata serata di incidenti. Eppure nessuno ha rimarcato che, a differenza di quanto aveva commesso la forza dell’ordine ad Arezzo, una folla inferocita e fuori di sé ha fatto danni ma non ha fatto male a nessuno.

Il giorno dopo, con un’ipocrisia dialettica che la dice lunga sul valore umano di chi l’ha utilizzata, responsabili del Palazzo e alcuni giornalisti hanno rovesciato la frittata affermando in sostanza: “l’uccisone del ragazzo è un fatto grave ma gli incidenti della sera sono un fatto intollerabile”. Con una piroetta hanno rovesciato la situazione e detto esattamente l’inverso di quello che dovevano dire, perché casomai gli incidenti di domenica sera sono un fatto grave ma l’omicidio ingiustificato di un ragazzo che se ne stava tranquillo nella sua macchina in un’area di sosta dell’autostrada è intollerabile.



La “destra eversiva”



Pennivendoli e mediosaltimbanchi agli ordini della Ceka hanno poi fantasticato parlando di “piani eversivi” e di attacchi delle destre estreme all’ordine pubblico mediante il calcio. A giustificazione di questi deliri la tesi secondo la quale tutto il tifo organizzato sarebbe di estrema destra; cosa, questa palesemente falsa e, casualmente, ancor più falsa riguardo i protagonisti della domenica, visto che proprio a Bergamo – dove ha impedito la ripresa della partita - la tifoseria è orientata a sinistra.

Lo spauracchio del terribile congiurato con aura satanica però è ben utile e ritorna sempre quando un ceto di regime è in difficoltà. Questa formula la inventò già a suo tempo il clero per cercare di far passare il concetto che le rivolte generali al suo impianto governativo non dipendessero dalle crepe del medesimo e dall’inadeguatezza dei vertici ma da un cattivo che cospirava nell’ombra. E questi nuovi officianti capitalmondialisti ci ripropongono sempre il medesimo schema.

Non sono il disagio sociale, il deserto culturale, il malgoverno, il disprezzo dei funzionari “buonisti” verso l’uomo, la dittaura del caos organizzato e proibizionista a scatenare la rabbia: sono dei congiurati (possibilmente nazifascisti) a far di tutto perché ci siano disordini. Così, perché piace.



Terrorismo!



Per i quattro ragazzi arrestati domenica sera in appendice a scontri e devastazioni il Palazzo inoltre ha deciso che si formalizzerà il reato di “terrorismo”, neanche avessero sparato o lanciato bombe. Magnifico!

Se uno di questi giorni prenderanno con le mani nel sacco un tizio, islamico o non islamico, che ha fatto saltare una metropolitana per conto dei servizi occidentali allora di cosa lo incrimineranno? Elementare Watson: di omicidio colposo!



Gabriele Adinolfi

Postato da: Dresda a 21:41 | link | commenti (2) |

domenica, 11 novembre 2007

La squadra

 

 

E in tivvù continuano a dire "ha sparato in aria..."

 

 

ROMA - ''Le responsabilita' saranno accertate senza reticenze''. Questo l'impegno del ministro dell'Interno Giuliano Amato in merito alla morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso ad Arezzo. E' ''estremamente grave''. ha aggiunto il ministro, che dopo la morte del tifoso laziale si siano verificati in diverse citta' incidenti tra tifosi e forze dell'ordine.

Muore Raciti sospendi le partite; un poliziotto uccide un tifoso e non sospendi le partite....e poi ti sorprendi degli scontri. Idiota incompetente e irresponsabile!

 

Amato si e' augurato che ''questa sera a Roma tutti diano prova di saper testimoniare in modo pacifico il proprio cordoglio''. ''E' estremamente grave - dice il titolare del Viminale - che ancora oggi, invece di concorrere con un dignitoso silenzio al cordoglio per la morte di questo ragazzo, alcuni responsabili abbiano trovato il modo di causare nuovi incidenti''.

è estremamente grave il tentativo di nascondere la verità  (con i media che già se la prendevano con i soliti tifosi violenti...)



IL QUESTORE CONFERMA: SPARATI DUE COLPI

Ancora non chiarita l'esatta dinamica dell'episodio che ha portato . Il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe ha confermato che sono stati sparati due colpi a scopo intimidatorio, uno dei quali, ha aggiunto, ''ha colpito al collo Gabriele Sandri''. ''E' stato trovato il bossolo, non ancora l'ogiva'' che ha colpito il giovane, ha poi proseguito Giacobbe. ''Lo stiamo ancora cercando, stiamo cercando di capire che fine possa aver fatto perche' si vede il foro d'entrata del proiettile sul vetro posteriore'' ma non il foro d'uscita.


''Non e' ancora certo - ha aggiunto Giacobbe - se il colpo che ha ucciso sia stato sparato dal poliziotto. Gli accertamenti balistici sono ancora in corso''.


''Siamo letteralmente, profondamente addolorati per quello che e' successo. Abbiamo interesse a che la verita' sia accertata'', ha continuato. ''E' stato nominato un medico legale, e' stato nominato un perito balistico, il pm sta interrogando ancora chi ha partecipato all'operazione'', ha proseguito il questore, aggiungendo che si sta agendo ''in piena sintonia'' e con ''la serena e coerente guida della magistratura'': ''Per cui abbiamo tutte le garanzie della legge e non abbiamo alcun motivo a derogare a questi principi''.


POLIZIA: PER ORA NON CI SONO INDAGATI

Per il momento non ci sono indagati nell'inchiesta sulla morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso stamani sull'area di sosta della A1. Lo ha detto Roberto Sgalla, responsabile per le relazioni esterne della polizia parlando con i giornalisti. Sgalla ha aggiunto che un poliziotto e' in questo momento ascoltato dal pm, ma senza l'assistenza di un avvocato.

 

Probabilmente il ritardo è stato dovuto anche al fatto che avranno modificato la scena del crimine. Intanto, nonostante dicono di essere pronti a far rispettare la legge anche se si tratta di un poliziotto (e in uno Stato di diritto questo dovrebbe essere ovvio), il poliziotto non è ancora nemmeno indagato (indagato!!)



SI CHIAMAVA GABRIELE SANDRII - La vittima si chiamava Gabriele Sandri, romano. Il giovane, oltre a fare il dj aveva un negozio di abbigliamento a Roma. Lo riferiscono alcuni tifosi laziali, che sono arrivati ad Arezzo dopo aver appreso la notizia della morte di Sandri, e che non facevano parte del gruppo che era con la vittima. Gli stessi supporter hanno riferito che Sandri era un abbonato alla Lazio e che seguiva la squadra in tutte le trasferte.



IL FRATELLO, ME LO HANNO AMMAZZATO

FIRENZE - ''Me lo hanno ammazzato a 28 anni con una pistola. Ora le istituzioni facciano la loro parte, con tutti i decreti di urgenza che hanno fatto me lo hanno ammazzato a 28 anni''. Queste le parole di Cristiano Sandri, il fratello di Gabriele, appena uscito dalla caserma della polizia stradale di Arezzo. L'avvocato di famiglia Luigi Conti ha detto: 'E' stato un omicidio volontario, voglio vedere se avete il coraggio di mettervi contro la polizia''. Alla caserma e' arrivato anche il padre di Gabriele Sandri che ha abbracciato a lungo il figlio Cristiano, pianto e urlato, accasciandosi anche a terra dove e' stato poi tirato su.


BASKET: ULTRAS A.J. LASCIANO PALAZZETTO ASSAGO - Durante il primo quarto di gioco del derby lombardo di basket tra Armani Jeans Milano e Cimberio Varese, in corso al Datchforum di Assago, i tifosi della curva milanese hanno abbandonato il palazzetto in segno di protesta per l'uccisione del tifoso della Lazio, avvenuta negli scontri fra ultras juventini e laziali in autostrada vicino ad Arezzo. I tifosi della squadra varesina, che invece sono rimasti al loro posto, hanno indirizzato nei confronti dei poliziotti presenti il coro 'Assassini, assassini'.

 

Postato da: Dresda a 21:06 | link | commenti (2) |

Il parco negato. I cittadini si mobilitano

 

 

 

 

 

 

 



Petizione popolare di "Energia Messinese" a sostegno della riapertura del parco "Aldo Moro"

(www.tempostretto.it)

 

Non si può dire che Messina sia una città in cui venga valorizzato il verde pubblico. Le aree destinate a questo scopo sono poche e spesso vengono trascurate dal Comune che, c’è da dirlo, deve contrastare i continui atti vandalici che imperversano in questi luoghi.
In una situazione come questa c’è un esempio emblematico della colpevole indifferenza delle istituzioni verso la cura del verde: è il Parco Aldo Moro. L’area, che si trova nei pressi dell’istituto Ignatianum e si estende per circa 3000 mq., è di proprietà del Comune che l'ha concessa in comodato all’Istituto di Geofisica per effettuare rilevazioni sismologiche. Da circa 10 anni però, questa attività risulta del tutto cessata. Da allora il parco e l'edificio in cui erano alloggiati gli uffici dell'Istituto di Geofisica, sono rimasti in condizioni di totale abbandono, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare. Le foto in nostro possesso (vedi photogallery) dimostrano lo stato dei luoghi. Le strutture si sono deteriorate e le erbacce all'interno della grande area a verde sono cresciute ad altezza d'uomo, tanto da renderla impenetrabile.

In realtà qualche tempo fa il dr. Calogero Centofanti lanciò una provocazione apponendo una targa all’ingresso del parco che lo intitolava al leader democristiano, ma anche questa provocazione non servì a svegliare l'attenzione di Palazzo Zanca. Sono sempre vigili, invece, gli appetiti speculativi e non si può escludere che il Comune, considerata la sua dissestata situazione finanziaria, pensi di vendere anche questo prezioso terreno, che per la sua posizione ha un grande valore commerciale. Sarebbe una sciagura, da evitare a tutti i costi. L'ennesimo colata di cemento in una città che non respira più e che, drammaticamente, allontana da sé ogni ipotesi di buon vivere.
Fortunatamente, però, i cittadini hanno pensato di darsi da fare. E oggi la neonata associazione “Energia Messinese” ha deciso di sollevare il problema rompendo un silenzio che rendeva il parco Aldo Moro quasi inesistente per la cittadinanza. E lo fa con una petizione popolare che punta a raccogliere migliaia di firme a sostegno della riapertura al pubblico di questo prezioso spazio e del recupero delle strutture interne, che potrebbero essere utilizzate come centro di aggregazione giovanile in una zona in cui questo di tipo di opportunità sono inesistenti.

I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti oggi, sabato 10 Novembre dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 20 a piazza Cairoli (lato Irrera).

Grazie alla collaborazione con Tempostretto, che appoggia la petizione, è possibile firmare online all’indirizzo www.tempostretto.it/ilparconegato.

Postato da: Dresda a 12:51 | link | commenti (2) |

sabato, 10 novembre 2007

L'intelligente

Proni all'Ansa: "Italia riparta o crisi sarà irreversibile".

Con cotanto Premier c'è andata pure bene...

 

Postato da: Dresda a 13:42 | link | commenti |

venerdì, 09 novembre 2007

Vieni avanti, Veltroni!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Iannone, fondatore di Casa Pound, sfida a pubblico dibattito Walter Veltroni

 



“Ieri notte il murales dedicato a Mario Zicchieri, sedicenne militante del MSI, ucciso nel 1975 da aspiranti brigatisti rossi, è stato nuovamente imbrattato con scritte ingiuriose, minacciose e stelle a cinque punte, nell’assoluto silenzio del sindaco di questa sfortunata città”. Così Gianluca Iannone, fondatore di Casa Pound, stigmatizza il comportamento di Veltroni che lo aveva, nei giorni scorsi, accusato di razzismo e xenofobia. “Come accaduto nel 2005, quando il buon sindaco si fece fotografare, in compagnia dei suoi sgherri del decoro urbano, davanti alla birreria Cutty Sark, nell’atto di sovraintendere – ci fosse mai una volta che la casta si sporchi le mani con il lavoro – alla cancellazione di alcuni murales, da lui definiti nazisti, ma rappresentanti in verità il simbolo degli Arditi, con la conseguenza che una settimana dopo il pub fu fatto esplodere da una bomba, ad alto potenziale, piazzata nottetempo da ignoti, così oggi Valter si scaglia contro le mie dichiarazioni sulla gravissima situazione di criminalità importata dall’est europa”. Continua Iannone denunciando “il naufragio di un modello di governare Roma che voleva essere imposto, grazie alla compiacenza dei media, all’intera nazione”. “Il sindaco del mattone ha tentato di sfruttare amicizie e connivenze per mascherare il fatto che, nella città che più di tutte vive l’emergenza abitativa, non un metro cubo sia stato individuato, in sede di approvazione di un piano regolatore che Roma non aveva da più di 30 anni, per l’edilizia residenziale pubblica. Ha tentato di occultare la scriteriata politica di accoglienza nei campi rom, messa in atto al solo scopo di favorire le cooperative sociali – quelle di Smeriglio per intenderci – che sul fenomeno immigrazione stanno costruendo le proprie fortune economiche”. Continua Iannone dichiarandosi “dispiaciuto che, in una situazione nella quale i cittadini romani non hanno certezza di reddito e lavoro, ma sono assolutamente certi di correre rischi giornalieri per la propria sicurezza, il nemico dei romani sia indicato nella mia figura e in ciò che essa rappresenta nell’ambito della Fiamma Tricolore e della destra radicale tutta; soprattutto, dispiace che il macabro progetto di innalzare una cortina fumogena intorno ai suoi affari personali sia crollato sotto i colpi di eventi di cronaca nera che parlano di quotidiani soprusi, stupri, violenze, assassini, rapine e selvagge aggressioni ai danni del popolo romano e ad opera di cittadini europei dell’est, per la cui integrazione la giunta capitolina ha stanziato milioni di euro”. “Spero di non essere tacciato di xenofobia se mi permetto di citare i dati pubblicati dal Viminale, che parlano, senza mezze misure, di percentuali vicine al 70 percento di incidenza, sul totale dei reati, di quelli commessi da immigrati clandestini, con specifico addebito a quelli rumeni e, in misura minore, albanesi”. Conclude Iannone “invitando, anzi, meglio, sfidando, Veltroni ad un pubblico dibattito in materia di immigrazione, politiche abitative, politiche del lavoro, nel contesto che più lo faccia sentire sicuro; scelga lui tra uno studio televisivo o una piazza, scelga il moderato ed il pubblico, ma accetti di misurarsi anche con chi lo contesta. I romani sono stufi dei suoi sproloqui sulla bellezza della vita a Roma e delle sue arringhe in sistematica assenza di contraddittorio”. “Lo informo peraltro che domani, sabato 10 novembre, alle ore 11.00, il Segretario della Fiamma Tricolore, on. Luca Romagnoli, terrà una conferenza stampa, proprio a Casa Pound, per relazionare alla stampa i fatti che hanno condotto al divieto di manifestare, ingiunto dal questore di Roma, ad un partito di rilevanza nazionale, anche se dubito che il sindaco abbia coraggio ed onestà a sufficienza per presentarsi”.  (Fiamma Osa)

(www.noreporter.org)

Postato da: Dresda a 21:12 | link | commenti |

giovedì, 08 novembre 2007

Razzismo!!!

Come previsto Veltroni attacca Casa Pound, perchè non condanna l'aggressione dei rumeni ad opera di italiani. Addirittura fa una segnalazione alla prefettura. Avete capito bene? Il sindaco di Roma finanzia con fior di milioni le associazioni che si "occupano di integrazione". Questa "integrazione" riesce: A Tor Bella Monaca c'è una rissa ogni sera e se sei italiano hai il coprifuoco alle 17:00 (orario in cui sembra inizi una sorta di caccia all'italiano). La polizia è ASSENTE, lo Stato NON ESISTE, le Istituzioni NON RISPONDONO. Ad un certo punto alcuni cittadini reagiscono. Non si sa se c'è sotto qualcosa (come appare molto probabile), ma la prima preoccupazione di Veltroni e di tutti i partiti è di condannare l'aggressione, subito definita RAZZISTA, senza dire niente sul fatto che la POLIZIA, lo STATO e le ISTITUZIONI non sono mai intervenute a difesa del cittadino! Furto di 500 euro con schiaffeggio? Denuncia alla polizia che dice "indagheremo".....pestaggio di 16enne perchè italiano...."indagheremo"......apprezzamenti sulla ragazzina di 14 anni....."qui non si indaga...figuriamoci se integra molestie...a ritrovalo il clandestino...." (aspettano la violenza carnale in pratica). Il tutto in un ambiente dove si spaccia giorno e notte. Dopo un mese qualcuno, CHE HA SUBITO, si ribella e attacca (sbagliando) i rumeni (invece di prendersela con lo STATO). Qualcuno, vicino ai cittadini, si rifiuta di condannare una presunta aggressione di cui non si sa ancora molto. Veltroni, invece di fare il mea culpa per la situazione a Tor Bella Monaca, attacca chi sta dalla parte dei disperati cittadini di Tor Bella Monaca.

LO STATO PREMIA CHI GUIDA UBRIACO E AMMAZZA LE PERSONE, FACENDOGLI FARE LO SPONSOR DI CAMPAGNE PUBBLICITARIE PER LA SICUREZZA IN AUTO!  I NOSTRI POLITICI VANNO A TROVARE IN CARCERE L'UCCISORE DELLA REGGIANI SUBITO DOPO L'OMICIDIO! 

ECCO PERCHE' LA GENTE STA CON CASA POUND.  ECCO PERCHE' IL CONSENSO ATTORNO ALLE OSA CRESCE A DISMISURA.......ECCO, QUINDI, PERCHE' IL "BUONO" VELTRONI SI SPAVENTA E ATTACCA CASA POUND.

ECCO COME SI FA LA RIVOLUZIONE...

 

DIRE "Non condanniamo l'aggressione ai rumeni
avvenuta a Tor Bella Monaca perche' il vero problema e' altrove,
e quell'aggressione si posiziona sull'ultimo gradino della scala
gerarchica delle colpe e delle responsabilita'". A parlare e'
Gianluca Iannone, rappresentante di Casa Pound, il centro sociale
di estrema destra legato alla Fiamma tricolore, che si prepara
alla manifestazione di sabato in piazzale della Radio, quando
"protesteremo a seguito allo spostamento dei nomadi da Tor di
Quinto in zona Marconi". Secondo Iannone "le tensioni sociali
sono inevitabili, ed e' impossibile non immaginarle in un Paese
in cui gli italiani sono strozzati dalle banche, in cui lo Stato
non costruisce case per il proprio popolo e consente
l'immigrazione selvaggia".
Tornando ai fatti di Tor Bella Monaca, Iannone afferma che "la
scritta della 'Brigata Joe Pesci', probabilmente c'era' gia',
quindi sarebbe un errore accollare a questi gruppi la
responsabilita' dell'aggressione, anche perche' non mi sembra ci
sia stata alcuna rivendicazione in merito". Il fatto e', secondo
Iannone, che "la tensione sociale e' alta ed e' il popolo ad
essere esasperato, mentre qualcuno pensa ancora che noi siamo una
sezione del Ku Klux Klan, o che stiamo organizzando una campagna
di odio e una rete fitta di rappresaglie”.
Roma, 7 nov. - Convinto che "non esistono lavori che gli
italiani non vogliono piu' fare, ma salari che gli italiani non
possono accettare", e che "l'immigrazione non e' una risorsa, ma
rappresenta scontro sociale e conquista del territorio nel segno
di una societa' che vuole essere come quella americana, non
multirazziale ma multirazzista", Iannone afferma che "non sono
mai stato razzista, ma sono contro lo snaturamento dei concetti
di patria e appartenenza provocato dall'immigrazione selvaggia".
E sulla "Brigata Joe Pesci", il "padre spirituale" di Casa
Pound afferma che "e' un nome che mi fa sorridere, sicuramente e'
riferito al film 'Quei bravi ragazzi', termine ormai entrato nel
lessico comune, anche se di certo non in quello della sinistra".
Ma i problemi, ribadisce Iannone, "sono altrove: perche' nessuno
va a vedere quello che succede nel piazzale della stazione Prima
Porta, dove i rumeni e altri immigrati scatenano ogni giorno una
vera e propria caccia all'italiano? La gente e' esasperata".



DIRE Roma, 7 nov. - "Non voler condannare un episodio grave
come quello dell'aggressione subita qualche giorno fa a Tor Bella
Monaca da alcuni cittadini rumeni rappresenta un pericolo". Lo
afferma in una nota il sindaco di Roma Walter Veltroni,
riferendosi alle dichiarazioni rilasciate alla Dire da Gianluca
Iannone, esponente di Casa Pound. Veltroni inoltre rende noto di
aver informato "il prefetto Carlo Mosca, per quanto di sua
competenza, facendogli pervenire una copia di queste
dichiarazioni".
Il sindaco di Roma afferma poi che "i romani sanno isolare i
razzisti, gli xenofobi e tutti quelli che predicano uno spirito
di vendetta e di intolleranza, estranei all'identita' democratica
della nostra citta'. Da parte mia- conclude il sindaco- non posso
che esprimere sdegno per le sconsiderate dichiarazioni fatte dal
responsabile di 'Casa Pound', frasi farneticanti frutto di
ideologie che tanto dolore, anche a Roma, hanno causato".



OMNIROMA “Esprimiamo la nostra indignazione per la estrema gravità delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da Gianluca Iannone, padre spirituale di Casa Pound ed esponente politico vicino a Fiamma Tricolore. Si tratta, di fatto, di una farneticante rivendicazione della ignobile aggressione xenofoba avvenuta qualche giorno fa a Torbellamonaca.”
Lo dichiara in una nota Massimiliano Smeriglio, segretario Prc di Roma



ANSA ''Sono giorni che tutti mi chiedono una condanna dell'episodio di Torre Angela ma io non posso condannare un episodio di cui non so niente. Non so chi sono gli autori, non so le motivazioni di quella rissa''. Cosi' Gianluca Iannone, responsabile del centro sociale di destra Ezra Pound, membro della segreteria nazionale di Fiamma Tricolore, ha replicato allo sdegno del sindaco di Roma Walter Veltroni, per ''non voler condannare un episodio grave come l'aggressione subita alcuni giorni fa da alcuni cittadini romeni''. ''Sinceramente so che l'episodio va inquadrato in una scala gerarchica di responsabilita' - ha aggiunto Iannone - Io allora condanno un'amministrazione comunale scellerata, le lobby affaristiche del mattone in questa citta', le associazioni di sinistra che lucrano sui nomadi. Condanno la giunta comunale di Roma e in primis il sindaco Veltroni, che fanno fare case solo per i privati e non per chi la casa non ce l'ha. Condanno chi fa entrare nel nostro suolo nazionale persone che poi costringe a lavorare in nero turbando cosi' il mercato del lavoro. Per questo - ha concluso Iannone - condanno chi tutto questo ha reso possibile''.



ADNKRONOS ''Mi chiedono di condannare un atto compiuto da sconosciuti per motivi sconosciuti. Credo che la priorita' sia stabilire il motivo per il quale privati cittadini pensano di doversi difendere da soli, a fronte di sedicenti politici che percepiscono stipendi di tutto rispetto per ricoprire ruoli istituzionali. Forse il problema e' che troppo spesso sono distratti dalle dinamiche di partito, piu' che da quelle dei cittadini che dovrebbero amministrare''. Lo afferma Gianluca Iannone, portavoce di Casa Pound, rispondendo a chi ha contestato le sue parole sull'aggressione subita a Tor Bella Monaca da tre romeni. In primis il sindaco di Roma, Walter Veltroni, e il segretario romano del Prc Massimiliano Smeriglio.
''Nella sua tragicita' fa sorridere - sostiene Iannone - che il sindaco dei palazzinari, colui che dopo piu' di trenta anni approva un nuovo piano regolatore senza individuare un solo metro quadro per l'edilizia residenziale pubblica, a fronte di milioni di metri cubi elargiti ai suoi amici del mattone e, soprattutto della clamorosa emergenza abitativa che vive la capitale, accusi me di irresponsabilita'''.
''In una situazione resa ancor piu' tragica dall'innalzamento dei tassi di interesse sui mutui, dal calo del potere di acquisto dei salari, dalla drammatica mancanza di volani sociali, questo sindaco ha speso milioni di euro per integrare l'etnia rom - continua Iannone - lascio giudicare ai cittadini romani se tali fondi siano stati ben spesi. Ora attendo solo che il sindaco di tutti, accolga la proposta di Smeriglio, che da esponente di spicco del centro sociale La Strada e' diventato capogruppo del Prc al comune di Roma. Ovviamente solo lui si e' spostato, ma la cooperativa sociale Impegno per la promozione e' rimasta sempre nel centro sociale che ha cresciuto questo politico di rango'', conclude Iannone chiedendo: ''insomma, Smeriglio, quanto ci guadagni con

Postato da: Dresda a 11:23 | link | commenti |

mercoledì, 07 novembre 2007

Dal Soviet Supremo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La Forleo si ravvede, fa marcia indietro, piange e chiede scusa.

 



ROMA- E' scoppiata piu' volte in lacrime il gip di Milano Clementina Forleo durante la sua audizione davanti alla Prima Commissione del Csm. E ai consiglieri che volevano saperne di piu' sulle intimidazioni denunciate, avrebbe spiegato di non aver mai detto di aver subito pressioni da organi istituzionali in occasione di decisioni cruciali sull'inchiesta sulle scalate bancarie. Ma semmai di essere stata fraintesa dalla stampa. (ansa)

 

 

Cosa non daremmo per sapere le minacce del Sistema alla Forleo. Le avranno solo detto che la sua carriera è finita se non la smette di dare problemi, oppure le avranno fatto capire che le avrebbero tappato la bocca per sempre, come ai suoi genitori?? Forse, molto più semplicemente, si saranno accordati. Del resto in questa democrazia pattume vendersi è la regola. Ciò nonostante non riusciamo a prendercela con la Forleo che è stata lasciata sola, così come succedeva alle persone accusate di tradimento nella russia di Stalin

Postato da: Dresda a 07:51 | link | commenti |

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