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Come ti giustifico le occupazioni in Palestina e in Iraq
Due notizie "dimenticate" da quasi tutti i telegiornali:
1) Un pericoloso terrorista è stato eliminato dai militari israeliani mentre si trovava in una scuola gestita dall'Onu. Si trattava di una bambina di 8 anni. Forse ci sono altre vittime. (ovviamente non trattandosi di kamikaze palestinesi si è preferito oscurare la notizia)
2) Il News week rivela che il Babau al Zarqawi fu preso, ma poi lasciato andare perchè nessuno lo riconobbe (evidentemente serviva ancora il terrorismo per giustificare l'occupazione)
Questi vecchi che non vogliono crepare...
Questa volta a protestare non sono nè gli ambulanti, né gli studenti, né i disoccupati; questa volta protestano gli anziani che sono stati privati delle loro tessere gratuite per il tram/autobus. È la seconda volta che queste persone si recano a protestare al Comune. La prima protesta non ha minimamente scosso i politici e nulla è stato risolto. Eh già, perché se non blocchi le strade cittadine neanche ti accordano un incontro.
Oggi quindi gli anziani sono passati alle maniere forti, scagliando la loro rabbia contro le suppellettili che hanno trovato a Palazzo Zanca. Ma ci rendiamo conto? Gente che ha meno di 400 euro al mese per vivere che non viene minimamente considerata dai politici, da Sbordone, e che è ridotta dalla disperazione a questo tipo di proteste.
Gli anziani, proprio loro che, per esperienza e saggezza, dovrebbero avere un posto di rilievo in una comunità civile! Ecco l’ennesima vergogna messinese!
L'Iran? Già sotto attacco Usa. La "democrazia" avanza
La US Air Force sta conducendo da settimane operazioni “gatto e topo” contro l’Iran, violando sistematicamente lo spazio aereo persiano con i suoi aerei da combattimento, nella speranza di provocare una reazione della contraerea iraniana. In modo particolare gli Usa sperano di obbligare Teheran ad attivare i suoi radar, in modo da localizzarli per poterli poi neutralizzare.
Ne dà notizia la autorevole agenzia UPI (1), che cita una fonte militare anonima americana. “Abbiamo bisogno di sapere quali bersagli attaccare e come attaccarli”. I voli partono dall’Afghanistan e dall’Irak occupato e puntano anche a localizzare i siti nucleari iraniani soggetti al futuro attacco, visto che l’intelligence israelo-americana sembra ancora carente su questo punto. “Ma ci occorre sapere quanta parte del nostro attacco aereo iniziale dovrà essere destinata a sopprimere le difese nemiche contraeree”, dice l’anonimo alto ufficiale. Naturalmente, aggiunge la UPI, i sorvoli dello spazio aereo di un’altra nazione mirano a provocare la reazione dell’aggredito, e creare così il pretesto per l’attacco.
Altre operazioni sono in corso, informa ancora l’agenzia, per via terrestre.
Gruppi di curdi “addestrati da Israele” e “dissidenti iraniani” sono penetrati clandestinamente nel territorio dell’Iran per raccogliere quanti più possibili informazioni sui siti nucleari, che si pensa siano tredici o più, dispersi sul territorio e camuffati.
I “dissidenti iraniani” usati dagli Usa sono, precisa l’agenzia, membri del gruppo Mujaheddin el-Khalq (MEK), una formazione definita da Washington “terrorista”. Ma evidentemente esistono terroristi buoni e terroristi cattivi. In queste settimane, armati dagli americani, i MEK stanno compiendo sanguinosi colpi di mano contro l’Iran partendo da Camp Habib (a Bassora, Irak, sotto controllo britannico) e anche dal Pakistan.
Intanto agenti israeliani che parlano farsi, stanno creando “una infrastruttura clandestina” in Iran aprendo imprese con personale che usa passaporti di “Paesi terzi”. Fra tanti preparativi francamente criminali (degni di un futuro processo di Norimberga), non manca la fabbricazione del “motivo” che giustificherà di fronte all’opinione pubblica Usa l’imminente attacco.
Il deputato americano Curt Weldon, vicepresidente della Commissione delle Forze Armate, ha “rivelato” (2) di aver saputo, da una fonte iraniana, che gli ayatollah stanno studiando come dirottare un aereo e farlo lanciare contro una centrale nucleare Usa. Aspettatevi un nuovo auto-attentato, un 11 settembre bis, per far apparire l’aggressore come l’aggredito.
di Maurizio Blondet
Note
1)“USAF playing cat and mouse game over”, di Richard Iran , UPI intelligence Correspondent, 26 gennaio 2005. Sale
2)“Iranian source reports plot to attacl US nuke”, Middle East Newsline, 28 gennai0 2005.
(estratto dal forum)
Nel mese di dicembre tre elicotteri americani hanno trasportato 1,4 tonnellate di banconote da 100 dollari nel Kurdistan iracheno: parte del compenso (1,8 miliardi di dollari) dovuto ai curdi per il loro collaborazionismo. L’eccezionale trasporto è stato rivelato dal Financial Times del 10 dicembre, come parte di un’inchiesta sui metodi dell’Amministrazione americana in Irak. Dopo decenni di prediche statunitensi sulla “trasparenza” negli affari pubblici e privati, e accuse a tutti gli altri Stati (ultima la Russia) sulle pratiche oscure e disoneste dei loro capitalismi, l’occupazione Usa si configura come un modello insuperabile di corruzione, malversazione e saccheggio. Il pagamento ai fantocci curdi, tanto per cominciare, non proviene dai fondi Usa (i 18 miliardi di dollari stanziati dal Congresso per “la ricostruzione dell’Irak”) bensì dai fondi che l’Irak aveva guadagnato esportando il petrolio sotto controllo Onu, nel programma “oil for food”. Dei fondi stanziati dal Congresso, gli occupanti hanno speso per il bene dell’Irak solo 388 milioni di dollari (il 2,15%).
Dei fondi legittimamente posseduti dall’Irak, 20 miliardi di dollari che dovrebbero passare al governo iracheno che uscirà dalle elezioni, gli Usa ne hanno fatto sparire 13, ossia il 65%. “Abbiamo speso un po’ di soldi iracheni”, s’è giustificato l’ammiraglio David Oliver, che presiede alle finanze dell’occupazione, “perché avevamo finito i soldi americani”. Il che lascia la domanda su come e dove siano finiti i 17,4 miliardi di dollari stanziati dal Congresso e, ufficialmente, non spesi. Risultano vari esborsi ad imprese assoldate a contratto per vari servizi senza concorso, o persino esborsi a cui non corrisponde alcun contratto. Per esempio, tra il 1994 e il 2003 gli Usa hanno stipulato 3 mila contratti con agenzie di mercenari Usa, che forniscono servizi di sicurezza e protezione in Irak; ma 2700 di questi contratti sono stati aggiudicati alla Kellogg Brown & Root, che è una sussidiaria – guarda caso – della Halliburton di cui è stato presidente Dick Cheney, e alla Booz Allen Hamilton, in cui hanno le mani in pasta i viceministri ebrei del Pentagono.
L’organo dell’Onu che dovrebbe vegliare sulle spese per l’Irak, l’International Advisory Board for Development in Irak, ha notato nella gestione Usa “allegria nei controlli, sistemi di contabilità inadeguati, applicazione ineguale delle procedure per i contratti, e tenuta insufficiente dei libri contabili”, insomma ogni genere di malversazione e ruberie. “Particolarmente preoccupanti”, aggiunge il rapporto, “sono contratti a volte di miliardi di dollari elargiti ad imprese Usa come la Halliburton, e pagati da fondi iracheni, senza concorso competitivo”. Mentre i soldati Usa muoiono per 17 mila dollari annui a testa, i pezzi grossi del governo Usa si arricchiscono con profitti di guerra scandalosi. E l’Irak paga per la propria occupazione.
di Maurizio Blondet
Nomadi no
Campo Italia è ora troppo lontano dalla città, troppo costoso e troppo vicino alla comunità di recupero dei tossicodipendenti.
Viene infatti approvato in Consiglio comunale un ordine del giorno della Margherita (proposta di Bonanno) col quale viene disposto di prendere ancora tempo per stabilire la definitiva collocazione del Campo nomadi.
Sembra che i nostri politici sappiano fare una sola cosa: temporeggiare. E questo porta a soluzioni tampone che si prolungano per decenni. Parcheggi, discarica, Fiera, lsu, ecc... mai una sana programmazione, mai una soluzione definitiva. Sarà così anche per il campo nomadi?
Nomadi no...
Campo i
Sono stati stanziati 6.800.000 euro per il comune di Messina:
4 milioni di euro per l'edilizia scolastica (finalmente)
1 milione 800 mila euro per la copertura parziale dello stadio S. Filippo (e certo anche qui paga il Comune)
1 milione di euro per gli studi di fattibilità ed attuazione del nuovo Piano Regolatore
Unico problema: dovranno essere presentati i progetti preliminari entro fine marzo. Staremo a vedere, speriamo bene!!!
28 Gennaio: Commemoriamo anche gli altri
Ieri c’è stata la Giornata della Memoria. Ma non per ricordare le vittime della seconda guerra mondiale: le migliaia di prigionieri italiani seviziati dagli angloamericani ed internati nei Fascist Criminal Camp in condizioni disumane per aver rifiutato di aderire al governo Badoglio dopo l'8 settembre 1943, le decine di milioni di morti nei campi di concentramento staliniani e le migliaia di prigionieri polacchi trucidati dall'Armata Rossa nelle fosse comuni di Katyn, le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo, i tre milioni di civili tedeschi massacrati dall'Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania, le vittime civili dei bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale, le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki,
le decine di migliaia di Italiani massacrati dai “titini” in Istria e Dalmazia e gli ebrei morti nei lager nazisti. No, si sono ricordati solo questi ultimi. Perché è ovvio, alcuni morti valgono più degli altri per i burattinai del Mondo.
Comunque non per noi. é per questo che oggi vogliamo che sia il nostro Giorno della Memoria, durante il quale ricordare tutti i morti che i politici di quasi tutto il mondo considerano morti di serie B. Il nostro pensiero non va solo ai morti della seconda guerra mondiale, ma si spinge ben oltre.
Vogliamo quindi commemorare anche: i tre milioni di vittime civili dell'Armata Rossa nell'occupazione sovietica dell'Afganistan, i due milioni di Palestinesi cacciati dalle loro terre e dalle loro case e tutte le vittime dei massacri e della repressione israeliana, le vittime degli eccidi a Tall el Zaatar, Sabra, Chatila, Jenin e i massacri di ieri e quelli di oggi, le vittime civili dei bombardamenti NATO nelle due guerre del Golfo, in Serbia, in Afganistan, i civili ed i militari NATO che hanno contratto tumori e leucemie a causa dell'uranio "impoverito" impiegato in Kossovo, i cinque milioni di indigeni, Nativi Americani, massacrati dagli Yankee nel corso del XIX secolo, Uomini, donne e bambini massacrati in Sierra Leone, in Costa d'Avorio, e tutte le vittime delle guerre di cui neanche ci giunge notizia............
La nostra memoria è per loro.
Il Ponte alla sbarra
La Corte Costituzionale deciderà (forse già domani) se il Cipe poteva decidere autonomamente sul progetto del Ponte sullo Stretto, senza sentire i pareri dei comuni di Messina e Villa San Giovanni. (il Cipe l’aveva potuto fare grazie ad una legge ad hoc…SAI CHE NOVITA’!) Ma lasciando da parte la legge, come possono fare una simile opera senza interpellare i diretti interessati?
Smeb...la storia infinita
Interviene il Comune sul caso Smeb, citando in giudizio la curatela fallimentare della Smeb Cantieri navali. Quest’ultima infatti, non avrebbe mai pagato il canone di concessione delle aree né provveduto a riconsegnare i beni al Comune, che ora rivuole l’area dell’ ex-Smeb. La situazione si ingarbuglia. Certo è tragicomico che solo ora che è intervenuta la magistratura, il Comune richieda indietro la proprietà (concessa gratuitamente!!!). Come se prima si stesse coprendo qualcuno… Ma chi? Le persone che ora sono indagate per conflitto di interesse???