Città di Messina

I fatti di Messina e del Mondo visti da una speciale angolazione, quella degli uomini liberi

Eccomi

Utente: Dresda
Per partecipare al Blog scrivete a: gentediMessina@libero.it

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Antivirus19

Progetto Antivirus19

Cagliari

Messina

Piacenza

Roma

Torino

Trento

www.quibio.it - la BIOPLASTICA che rispetta l'ambiente - Il primo e-commerce di prodotti usa e getta Bio eco-compatibili come piatti, bicchieri ecc... rigorosamente biodegradabili e compostabili al 100%. Progetto Eurasia NovoPress Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Archivio

oggi
febbraio 2008
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Antivirus19 NoReporter Radiobandieranera!
domenica, 27 febbraio 2005

In Provincia dilaga la Buzzancamania: http://documentia.altervista.org/

Postato da: Dresda a 22:32 | link | commenti |

sabato, 26 febbraio 2005

 

In Primo piano 

C’è un rifiuto totale verso ciò che è la politica. Ovviamente ci riferiamo alla politica nel suo significato originale, la Politica con la P maiuscola.

Cosa è diventata l’amministrazione di un Paese? Nient’altro che un rispondere agli ordini delle lobbies internazionali. Complottisti? Non è questo il punto. È notizia di ieri che Siniscalco deve tagliare la spesa pubblica (altri tagli allo stato sociale!) perché glielo dice il Fmi, che ancora una volta si ingerisce negli affari interni di uno Stato. Stiamo parlando dello stesso Fondo monetario internazionale responsabile della situazione di crisi in Argentina. Quello stesso Fmi che assieme ad altri organismi internazionali regola le economie di molti Paesi (del Terzo Mondo), come? Col prestito economico. Presta le somme necessarie per fare partire l’agricoltura di un Paese ed in cambio quest’ultimo si deve impegnare ad esportare la quasi totalità dei prodotti. Certo la popolazione terzomondista continuerà a morire di fame, ma tant’è; gli affari sono affari. Ed è una beffa il fatto che a quei popoli basterebbe poter usufruire della propria produzione agricola per non morire di fame.

Vogliamo parlare delle “quote latte”? Degli allevatori tassati perché producono “troppo” e quindi sforano i parametri europei? E presto la categoria degli allevatori produrrà molto meno, visto che sono tanti quelli che hanno preferito cambiare lavoro.

Un tempo si esportava ciò che si aveva in sovrabbondanza e si importava quello di cui si aveva bisogno; oggi invece c’è chi decide quello che uno Stato deve importare e ciò che invece deve esportare. Un sistema che è come un cappio al collo dei popoli. Un cappio che stringe sempre di più.

Che il sistema mondiale non va è facile intuirlo. Basta osservare lo squilibrio che c’è fra Nord e Sud del mondo. Mentre noi buttiamo nella pattumiera una pagnotta di pane perché è del giorno prima; dall’altra parte del globo c’è gente che non vede una briciola di pane da quando è nata. Si, giorno dopo giorno continuano a morire migliaia e migliaia di poveretti, per FAME e SETE. Eh no, le risorse del mondo non sono divise equamente.

Il liberal-capitalismo internazionale è un fallimento totale. Qualcuno sussurra: c’è la Fao. Quell’organizzazione internazionale che ha come scopo “eliminare la fame nel mondo”. Già, peccato che ogni 10 anni dichiara il suo fallimento. Attenzione però, non è inerte, tutt’altro. I membri-dirigenti si riuniscono regolarmente per risolvere i problemi dei Paesi poveri e  ricevono Rolex, soldi e altri regali in quantità industriale. …che dire…gente impegnata nel sociale.

 

E allora……Cdl?....Unione?....Al diavolo tutti i partiti, hanno fallito: sono col Sistema….col Sistema economico/politico di cui parlavamo sopra…..e come potrebbero non esserlo visto che è l’economia che governa la politica?

Gli unici Paesi che non accettano questo sistema oligarchico di gestione delle risorse del mondo sono indicati come il “male assoluto”. E così Castro, Putin e Chavez vengono definiti tre dittatori cruenti e assetati di sangue, come se l’America non si macchiasse giorno dopo giorno di crimini efferati commessi in ogni parte del mondo. Solo che questi crimini non vengono trasmessi in Tv ed è quindi come se non esistessero.

E non parliamo poi del Mossad per carità, che se no ci sarebbe da scrivere per 3 mesi consecutivi al fine di elencare tutti i crimini di cui si è reso responsabile. Per non parlare delle centinaia di guerre che ha fatto scoppiare ad arte.

 

Dicevamo, l’economia governa la politica! Ecco perché i nostri governanti abbozzano alle guerre che le grandi lobbies (quelle militari, quelle che gestiscono la ricostruzione dell’Iraq, quelle finanziarie collegate al petrolio ecc…) vogliono fare a tutti i costi….con la scusa della democrazia. Qualcuno dirà: Berlusconi, Fini; la sinistra non c’entra. Che già ci siamo dimenticati la guerra contro la Serbia? È solo che per ora c’è Berlusconi al potere e quindi bisogna dire di essere contro la guerra. Però poi bisogna esaltare l’occupazione militare (vero Fassino?)

Quindi An, Fi, Ds, Margherita e via dicendo, ve ne potete andare al diavolo...... La nostra Italia ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo per questa guerra americana. E non credo che alle famiglie dei caduti (e qui parlo ovviamente di carabinieri, militari e giornalisti; non certo di quelli che sono morti in Iraq da mercenari al servizio di società americane senza scrupoli) interessi molto la commemorazione dei propri cari. E nemmeno dovrebbe interessare troppo la fasulla indicazione di “eroi”.

Che tempi! Basta morire perchè la comunità, presa dal pathos del momento, ti definisca eroe. (si andassero a rileggere sul dizionario il significato della parola “eroe”).

Che poi i politici sono capaci di strumentalizzarti tutto. Ricordiamo quando ai funerali di Stato si sono bisticciati per i posti in prima fila, fregandoli ai familiari dei caduti. Certo, c’era la diretta televisiva: si dovevano fare vedere.

 

Ma parliamoci chiaro, che democrazia è mai questa?

Una 50ina di partiti in tutto e molti che “esistono” solamente per il periodo elettorale (es. Democrazia Europea di D’Antoni) . Partiti che si legano fra loro al solo scopo di stare al potere, o tentare di farlo.

Presentarsi divisi spesso conviene. Chi si ricorda il giochetto di Democrazia Europea?....poi finita in Forza Italia. È così che gli elettori del programma di Democrazia Europea sono stati gabbati: i loro voti sono confluiti in Forza Italia!

Una democrazia rappresentativa? Viene fatta la volontà del popolo? Suvvia, non scherziamo. Parlamentari che ogni 5 anni trasmigrano dal centro-destra al centro-sinistra e viceversa. Ex comunisti come Ferrara e Bondi ora in Fi al servizio del più grande capitalista d’Italia. Altri pagliacci che fino a 15 anni fa si definivano fascisti e amavano salutare col braccio teso, che ora sono in un partito antifascista e antinazionale fino al midollo, parliamo di An ovviamente. Eh si, c’è stata una miscellanea dovuta alla convenienza personale di molti soggetti.

Ma ciò che preoccupa principalmente non sono i 40/50enni che ora ci governano, ma la futura classe politica che partiti come An o Ds si portano in seno. Giovani che non vengono educati a nessun tipo di valore e disconoscono onore, onestà, coraggio, RICERCA DEL BENE COMUNE (questa dovrebbe essere la politica)….ma non ci riferiamo solamente alla politica, ci riferiamo soprattutto alla società che li/ci circonda.

Giovani cresciuti con la fissa della carriera e dei soldi. Con l’idea che tutto è lecito per raggiungere questi due obiettivi. È ammesso pugnalare alle spalle, sputtanarsi in tv, ma, soprattutto, è lecito calpestare le proprie idee per conformarsi/adattarsi alla società.

 

Ma noi sappiamo che ci sono dei valori nell’uomo, valori non collegati con l’educazione. Non siamo così pessimisti da condannare la natura umana.

E allora? Come porre un freno a tutto questo. Vogliamo iniziare a ragionare?

Ci è rimasta un minimo di dignità personale?

 

Perché questo discorso? Perché a Messina si sentono migliaia di messinesi lamentarsi in continuazione per la situazione in cui versa la città. Però nel concreto neanche loro fanno niente per cambiare le cose. L’inciviltà regna sovrana: auto posteggiate in seconda e terza fila o che occupano il posto degli handicappati (che già hanno i loro problemi), scritte di ogni tipo su tutti i muri (perfino sulla facciata del Duomo), bottiglie e cartacce “lasciate cadere a terra” in ogni via cittadina, generali prepotenze al danno del prossimo. Ecco come il messinese si difende dalla mala politica, dal menefreghismo degli amministratori. Non pretende un buon governo cittadino; preferisce sfogarsi in questo modo, a danno dei “FESSI”: quelli che invece rispettano le regole. Può farlo perché il Governo cittadino glielo consente, e quest’ultimo glielo consente per evitare che il messinese pretenda qualcosa di diverso.., come per esempio una città vivibile per tutti. Ecco perché non ci sono adeguati controlli per i parcheggi a pagamento, per il tram, per la viabilità in genere. Insomma: è un circolo vizioso!

La giustificazione del nostro essere incivili è sempre la stessa: “lo sono tutti”, “per primi i politici”. Praticamente siamo pecore che seguono la cattiva condotta altrui e in più votiamo i politici che critichiamo. E allora parliamoci chiaro. Rivoluzione è ciò a cui dobbiamo tendere.

Ma no, quale rivoluzione militare, per carità. Non siamo amanti di golpi borghesi e false rivoluzioni, che non fanno altro che rafforzare il Sistema. Se poi qualcuno vuol sostenere che nel 1971 Borghese stava facendo una rivoluzione, libero di farlo: libero di dire falsità!

Quando parliamo di Rivoluzione non ci riferiamo nemmeno ad un partito/movimento antagonista. Se andiamo a guardare bene, noteremo che anche questi partiti hanno un loro ruolo nel Sistema.

La Rivoluzione di cui parliamo è ben altra cosa e, soprattutto, è reale.

 

E allora spieghiamo. La Rivoluzione è dentro di noi. Rivoluzione è compiere atti rivoluzionari. Un atto è rivoluzionario quando si distacca completamente dalla normalità, che nel nostro caso corrisponde alla negatività del presente.

Compiamo atti rivoluzionari non accettando l’omologazione, non accettando compromessi, non mettendo mai da parte i nostri pensieri, le nostre idee. E questo nella vita di tutti i giorni, in ogni nostra attività. Non tradendo noi stessi potremo gloriarci della più grande delle gioie (più unica che rara di questi tempi) : la dignità.

 

Non c’è tempo per scrivere nei forum, per parlare nei circoli, per fare politica. Questo non serve a nulla se poi non lo si accompagna con l’ESEMPIO.

Le più grandi idee del mondo sono nulla se poi non vengono applicate.

Bisogna ESSERE ESEMPIO.

 

Guardiamoci dentro. Sappiamo ascoltare il richiamo della nostra natura?

“Fatti non foste a vivere come bruti Ma per seguir virtute e conoscenza”

 

I pochi che al giorno d’oggi ci riescono, coloro i quali sono ESEMPIO, quelli che coniugano il pensiero con l’azione: sono loro i fortunati che possono dire di essere uomini. Gli altri potranno essere Re in questa società, ma dentro di loro sanno cosa sono in realtà.

 

È su queste persone che contiamo molto.

A fine marzo sarà elaborato e pubblicato un manifesto per quei pochi che vorranno iniziare un percorso comune e risvegliarsi dal torpore di questa società per elevarsi spiritualmente.

Saranno quelle persone che hanno molto da dire e molto da fare.

 

Chi vuole attivarsi, contribuire, informarsi, proporre, criticare, porre domande, dialogare, non ha che da scrivere a gentediMessina@libero.it , oppure lasciare un messaggio nel sito.

 

“SE UN UOMO NON E' DISPOSTO A CORRERE QUALCHE RISCHIO PER LE SUE IDEE, O LE SUE IDEE NON VALGONO NULLA O NON VALE NIENTE LUI”

 

Ezra Pound (un italiano vero!)

Postato da: Dresda a 14:00 | link | commenti |

giovedì, 24 febbraio 2005

Vuoi vedere che finisce come il campo nomadi?

Oggi in Consiglio comunale si doveva discutere la delibera sulla riduzione delle Circoscrizioni; ma in aula erano presenti solo 10 consiglieri e allora il presidente Bonanno ha mandato tutti a casa per mancanza del numero legale. 

Lo stipendificio comunale è apprezzato e sfruttato da molti consiglieri di quartiere: i compagni di partito preferiscono allora non fare uno sgarbo a questi (meglio farlo alla cittadinanza - al popolo Bue). Si tratta in fondo dell'ennesima convenienza trasversale.

Postato da: Dresda a 12:30 | link | commenti (1) |

domenica, 20 febbraio 2005

In Primo piano 

C’è un rifiuto totale verso ciò che è la politica. Ovviamente ci riferiamo alla politica nel suo significato originale, la Politica con la P maiuscola.

Cosa è diventata l’amministrazione di un Paese? Nient’altro che un rispondere agli ordini delle lobbies internazionali. Complottisti? Non è questo il punto. È notizia di ieri che Siniscalco deve tagliare la spesa pubblica (altri tagli allo stato sociale!) perché glielo dice il Fmi, che ancora una volta si ingerisce negli affari interni di uno Stato. Stiamo parlando dello stesso Fondo monetario internazionale responsabile della situazione di crisi in Argentina. Quello stesso Fmi che assieme ad altri organismi internazionali regola le economie di molti Paesi (del Terzo Mondo), come? Col prestito economico. Presta le somme necessarie per fare partire l’agricoltura di un Paese ed in cambio quest’ultimo si deve impegnare ad esportare la quasi totalità dei prodotti. Certo la popolazione terzomondista continuerà a morire di fame, ma tant’è; gli affari sono affari. Ed è una beffa il fatto che a quei popoli basterebbe poter usufruire della propria produzione agricola per non morire di fame.

Vogliamo parlare delle “quote latte”? Degli allevatori tassati perché producono “troppo” e quindi sforano i parametri europei? E presto la categoria degli allevatori produrrà molto meno, visto che sono tanti quelli che hanno preferito cambiare lavoro.

Un tempo si esportava ciò che si aveva in sovrabbondanza e si importava quello di cui si aveva bisogno; oggi invece c’è chi decide quello che uno Stato deve importare e ciò che invece deve esportare. Un sistema che è come un cappio al collo dei popoli. Un cappio che stringe sempre di più.

Che il sistema mondiale non va è facile intuirlo. Basta osservare lo squilibrio che c’è fra Nord e Sud del mondo. Mentre noi buttiamo nella pattumiera una pagnotta di pane perché è del giorno prima; dall’altra parte del globo c’è gente che non vede una briciola di pane da quando è nata. Si, giorno dopo giorno continuano a morire migliaia e migliaia di poveretti, per FAME e SETE. Eh no, le risorse del mondo non sono divise equamente.

Il liberal-capitalismo internazionale è un fallimento totale. Qualcuno sussurra: c’è la Fao. Quell’organizzazione internazionale che ha come scopo “eliminare la fame nel mondo”. Già, peccato che ogni 10 anni dichiara il suo fallimento. Attenzione però, non è inerte, tutt’altro. I membri-dirigenti si riuniscono regolarmente per risolvere i problemi dei Paesi poveri e  ricevono Rolex, soldi e altri regali in quantità industriale. …che dire…gente impegnata nel sociale.

 

E allora……Cdl?....Unione?....Al diavolo tutti i partiti, hanno fallito: sono col Sistema….col Sistema economico/politico di cui parlavamo sopra…..e come potrebbero non esserlo visto che è l’economia che governa la politica?

Gli unici Paesi che non accettano questo sistema oligarchico di gestione delle risorse del mondo sono indicati come il “male assoluto”. E così Castro, Putin e Chavez vengono definiti tre dittatori cruenti e assetati di sangue, come se l’America non si macchiasse giorno dopo giorno di crimini efferati commessi in ogni parte del mondo. Solo che questi crimini non vengono trasmessi in Tv ed è quindi come se non esistessero.

E non parliamo poi del Mossad per carità, che se no ci sarebbe da scrivere per 3 mesi consecutivi al fine di elencare tutti i crimini di cui si è reso responsabile. Per non parlare delle centinaia di guerre che ha fatto scoppiare ad arte.

 

Dicevamo, l’economia governa la politica! Ecco perché i nostri governanti abbozzano alle guerre che le grandi lobbies (quelle militari, quelle che gestiscono la ricostruzione dell’Iraq, quelle finanziarie collegate al petrolio ecc…) vogliono fare a tutti i costi….con la scusa della democrazia. Qualcuno dirà: Berlusconi, Fini; la sinistra non c’entra. Che già ci siamo dimenticati la guerra contro la Serbia? È solo che per ora c’è Berlusconi al potere e quindi bisogna dire di essere contro la guerra. Però poi bisogna esaltare l’occupazione militare (vero Fassino?)

Quindi An, Fi, Ds, Margherita e via dicendo, ve ne potete andare al diavolo...... La nostra Italia ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo per questa guerra americana. E non credo che alle famiglie dei caduti (e qui parlo ovviamente di carabinieri, militari e giornalisti; non certo di quelli che sono morti in Iraq da mercenari al servizio di società americane senza scrupoli) interessi molto la commemorazione dei propri cari. E nemmeno dovrebbe interessare troppo la fasulla indicazione di “eroi”.

Che tempi! Basta morire perchè la comunità, presa dal pathos del momento, ti definisca eroe. (si andassero a rileggere sul dizionario il significato della parola “eroe”).

Che poi i politici sono capaci di strumentalizzarti tutto. Ricordiamo quando ai funerali di Stato si sono bisticciati per i posti in prima fila, fregandoli ai familiari dei caduti. Certo, c’era la diretta televisiva: si dovevano fare vedere.

 

Ma parliamoci chiaro, che democrazia è mai questa?

Una 50ina di partiti in tutto e molti che “esistono” solamente per il periodo elettorale (es. Democrazia Europea di D’Antoni) . Partiti che si legano fra loro al solo scopo di stare al potere, o tentare di farlo.

Presentarsi divisi spesso conviene. Chi si ricorda il giochetto di Democrazia Europea?....poi finita in Forza Italia. È così che gli elettori del programma di Democrazia Europea sono stati gabbati: i loro voti sono confluiti in Forza Italia!

Una democrazia rappresentativa? Viene fatta la volontà del popolo? Suvvia, non scherziamo. Parlamentari che ogni 5 anni trasmigrano dal centro-destra al centro-sinistra e viceversa. Ex comunisti come Ferrara e Bondi ora in Fi al servizio del più grande capitalista d’Italia. Altri pagliacci che fino a 15 anni fa si definivano fascisti e amavano salutare col braccio teso, che ora sono in un partito antifascista e antinazionale fino al midollo, parliamo di An ovviamente. Eh si, c’è stata una miscellanea dovuta alla convenienza personale di molti soggetti.

Ma ciò che preoccupa principalmente non sono i 40/50enni che ora ci governano, ma la futura classe politica che partiti come An o Ds si portano in seno. Giovani che non vengono educati a nessun tipo di valore e disconoscono onore, onestà, coraggio, RICERCA DEL BENE COMUNE (questa dovrebbe essere la politica)….ma non ci riferiamo solamente alla politica, ci riferiamo soprattutto alla società che li/ci circonda.

Giovani cresciuti con la fissa della carriera e dei soldi. Con l’idea che tutto è lecito per raggiungere questi due obiettivi. È ammesso pugnalare alle spalle, sputtanarsi in tv, ma, soprattutto, è lecito calpestare le proprie idee per conformarsi/adattarsi alla società.

 

Ma noi sappiamo che ci sono dei valori nell’uomo, valori non collegati con l’educazione. Non siamo così pessimisti da condannare la natura umana.

E allora? Come porre un freno a tutto questo. Vogliamo iniziare a ragionare?

Ci è rimasta un minimo di dignità personale?

 

Perché questo discorso? Perché a Messina si sentono migliaia di messinesi lamentarsi in continuazione per la situazione in cui versa la città. Però nel concreto neanche loro fanno niente per cambiare le cose. L’inciviltà regna sovrana: auto posteggiate in seconda e terza fila o che occupano il posto degli handicappati (che già hanno i loro problemi), scritte di ogni tipo su tutti i muri (perfino sulla facciata del Duomo), bottiglie e cartacce “lasciate cadere a terra” in ogni via cittadina, generali prepotenze al danno del prossimo. Ecco come il messinese si difende dalla mala politica, dal menefreghismo degli amministratori. Non pretende un buon governo cittadino; preferisce sfogarsi in questo modo, a danno dei “FESSI”: quelli che invece rispettano le regole. Può farlo perché il Governo cittadino glielo consente, e quest’ultimo glielo consente per evitare che il messinese pretenda qualcosa di diverso.., come per esempio una città vivibile per tutti. Ecco perché non ci sono adeguati controlli per i parcheggi a pagamento, per il tram, per la viabilità in genere. Insomma: è un circolo vizioso!

La giustificazione del nostro essere incivili è sempre la stessa: “lo sono tutti”, “per primi i politici”. Praticamente siamo pecore che seguono la cattiva condotta altrui e in più votiamo i politici che critichiamo. E allora parliamoci chiaro. Rivoluzione è ciò a cui dobbiamo tendere.

Ma no, quale rivoluzione militare, per carità. Non siamo amanti di golpi borghesi e false rivoluzioni, che non fanno altro che rafforzare il Sistema. Se poi qualcuno vuol sostenere che nel 1971 Borghese stava facendo una rivoluzione, libero di farlo: libero di dire falsità!

Quando parliamo di Rivoluzione non ci riferiamo nemmeno ad un partito/movimento antagonista. Se andiamo a guardare bene, noteremo che anche questi partiti hanno un loro ruolo nel Sistema.

La Rivoluzione di cui parliamo è ben altra cosa e, soprattutto, è reale.

 

E allora spieghiamo. La Rivoluzione è dentro di noi. Rivoluzione è compiere atti rivoluzionari. Un atto è rivoluzionario quando si distacca completamente dalla normalità, che nel nostro caso corrisponde alla negatività del presente.

Compiamo atti rivoluzionari non accettando l’omologazione, non accettando compromessi, non mettendo mai da parte i nostri pensieri, le nostre idee. E questo nella vita di tutti i giorni, in ogni nostra attività. Non tradendo noi stessi potremo gloriarci della più grande delle gioie (più unica che rara di questi tempi) : la dignità.

 

Non c’è tempo per scrivere nei forum, per parlare nei circoli, per fare politica. Questo non serve a nulla se poi non lo si accompagna con l’ESEMPIO.

Le più grandi idee del mondo sono nulla se poi non vengono applicate.

Bisogna ESSERE ESEMPIO.

 

Guardiamoci dentro. Sappiamo ascoltare il richiamo della nostra natura?

“Fatti non foste a vivere come bruti Ma per seguir virtute e conoscenza”

 

I pochi che al giorno d’oggi ci riescono, coloro i quali sono ESEMPIO, quelli che coniugano il pensiero con l’azione: sono loro i fortunati che possono dire di essere uomini. Gli altri potranno essere Re in questa società, ma dentro di loro sanno cosa sono in realtà.

 

È su queste persone che contiamo molto.

A fine marzo sarà elaborato e pubblicato un manifesto per quei pochi che vorranno iniziare un percorso comune e risvegliarsi dal torpore di questa società per elevarsi spiritualmente.

Saranno quelle persone che hanno molto da dire e molto da fare.

 

Chi vuole attivarsi, contribuire, informarsi, proporre, criticare, porre domande, dialogare, non ha che da scrivere a gentediMessina@libero.it , oppure lasciare un messaggio nel sito.

 

“SE UN UOMO NON E' DISPOSTO A CORRERE QUALCHE RISCHIO PER LE SUE IDEE, O LE SUE IDEE NON VALGONO NULLA O NON VALE NIENTE LUI”

 

Ezra Pound (un italiano vero!)

Postato da: Dresda a 23:31 | link | commenti (2) |

venerdì, 18 febbraio 2005

Come ti invento la guerra alla Siria

di Maurizio Blondet  (titolo nostro)

Per fare le sue guerre e convincere la sua opinione pubblica a pagarle, l’establishment Usa ha bisogno di creare un casus belli. Di solito, si tratta di un auto - attentato (da Pearl Harbour all’11 settembre) che mette la superpotenza nella parte dell’agnello aggredito dal nemico che vuole aggredire. L’attentato a Rafik Hariri in Libano corrisponde al preliminare necessario per colpire la Siria, adombra Robert Fisk, l’inviato arabista più esperto dell’Independent (1). Anzitutto, Israele (che ha occupato parte del Libano per 24 anni) ha oggi bisogno più che mai di un Libano demilitarizzato e ventre molle, anche come spazio economico (e forse come pattumiera storica in cui gettare quel che resterà dei palestinesi). E’ molto sospetto che, subito dopo l’attentato (altamente sofisticato, al punto che gli attentatori hanno “bucato” le contromisure elettroniche che difendevano Hariri) Sharon abbia non solo accusato Damasco, ma intimato alla Siria un ultimatum impossibile: “porre termine all’occupazione siriana del Libano”; “chiudere le centrali del terrore a Damasco” e – soprattutto – “espellere le guardie rivoluzionarie iraniane”. Tale gruppo, dice Fisk, ha lasciato il Libano da 15 anni. Come nella favola di Fedro, superior stabat lupus, che accusò l’agnello a valle di intorbidargli l’acqua. Va notato che l’attentato appare ben coniugato con le condizioni, preparate in anticipo sul piano internazionale, per mettere sotto accusa la Siria. Dal momento in cui Bush, con l’inconsueto appoggio di Chirac, si è procurato la risoluzione Onu 15559 del Consiglio di Sicurezza (che ingiunge alla Siria di ritirarsi dal Libano) il giovane e malfermo Assad di Damasco si è trovato nella posizione che fu di Saddam nel 2003: obbedisci all’Onu, altrimenti… E subito sono cominciate le manovre, già sperimentate in Georgia e Ucraina, per “portare la democrazia” nel Paese dei cedri. Grazie alle imminenti elezioni in Libano, in cui candidati anti-siriani accusano i pro-siriani di preparare brogli, si sono buttate le basi per “spontanee manifestazioni” di piazza pro-democracy. Ma evidentemente non bastava. Occorreva il sacrificio di una figura vastamente rispettata come Hariri. Amico di Chirac, “amico dell’Occidente” e antisiriano, come viene dipinto. In realtà, un assai influente uomo di mediazione, del tipo che gli anglo-americani hanno interesse a far fuori proprio perché possono porsi su posizioni “terze” (lo stesso motivo per cui l’OSS e l’MI6 ordinarono l’esecuzione di Giovanni Gentile, potenziale “uomo di passaggio” dal “fascismo moderato” a un governo post-bellico non del tutto asservito alla finanza angloamericana). A complicare la questione c’è il fatto, segnalato da Fisk, che Iyad Allawi, l’ex agente Cia messo dagli americani a governare l’Irak, è mezzo libanese per parte di madre (dell’autorevole famiglia sciita degli Osseiran) ed Hariri lo conosceva bene. Per queste vie parentali e tribali possono saldarsi alleanze non controllabili dagli Usa, e magari poco filo-americane. Si ponga attenzione ad un’altra circostanza. Ammesso che la Siria avesse interesse a liquidare Hariri, aveva tutto l’interesse a farlo il più silenziosamente possibile. Invece il mega - attentato ha attratto su Damasco le deplorazioni del mondo: spettacolare e opportuno come un 11 settembre. Occasione perfetta per avviare “l’umiliazione della Siria e la demilitarizzazione libanese” che è nel “supremo interesse di Israele”; dice Fisk. Ma è dubbio che “gli Usa possano agitare la spada contemporaneamente contro Iran e Siria allo stesso tempo, e ancor meno che possano scatenare un conflitto su due fronti dall’Irak, mentre si levano nel panorama mondiale rischi sottovalutati come la Corea del Nord”: questa è la valutazione finale, giudiziosa, dei servizi segreti elvetici (2). Invece di un Libano “democratico” e disarmato amico di Israele, rischiano di trovarsi un Libano caotico, campo di scontri tra le infinite milizie degli anni ’70 e percorso da provocazioni indecifrabili; prospettiva per scongiurare la quale la Siria può perfino “consolidare la sua presenza in Libano”, anziché ritirarsene. Da cui il razionale consiglio al Dipartimento di Stato di “andarci piano con le pressioni su Damasco, per non dover scoprire che il Libano, sede di tante prese di ostaggi nei decenni passati, è esso stesso un ostaggio”. Ma in Usa al Dipartimento di Stato c’è Condoleezza Rice, e al Pentagono comandano i neocon, ebrei messianici. Il contrario della razionalità.

Note

 1)Robert Fisk, “A battlefield for the wars of other – The blame for Hariri hit falls on Syria”, Independent, 17 febbraio 2005. 2)Christopher Findlay, “Hariri Hit may upset delicate Lebanese balance”, ISN Security Watch, 16 febbraio 2005.

Postato da: Dresda a 19:32 | link | commenti |

giovedì, 17 febbraio 2005

 Paura di perdere il posto...

Alcuni consiglieri comunali della maggioranza hanno scritto una lettera per solidarizzare con Buzzanca. Per cosa direte voi; ebbene per i consiglieri “l'attuale situazione è conseguenza, solo ed esclusivamente, dell'azione giudiziaria intentata da una parte politica che ha mirato e mira chiaramente ed indiscutibilmente a sovvertire il democratico responso elettorale che ha determinato l'elezione del Sindaco e del Consiglio comunale tutto”. Scorrendo la lettera si legge “Tralasciando la ricostruzione giudiziaria del fatto, già ampiamente nota e che ha peraltro anche visto un primo provvedimento emesso dal tribunale di Messina totalmente favorevole al Dott. Buzzanca”. Già, poi però in appello, Buzzanca ha perso e il signor Berlusconi gli ha fatto una legge ad hoc che ha determinato l’allungarsi del procedimento e quindi del commissariamento di Messina. Ma i consiglieri insistono e dicono “Che siano i suoi puerili e non democratici oppositori a fare un serio esame di coscienza sull'azione intrapresa, che ai messinesi risulta incomprensibile, immotivata e politicamente scorretta, e che ha perpetrato un danno che, già per il solo trascorrere del tempo, si aggrava sempre più nei confronti di una città che necessita, oggi più che mai, di una guida politica”. Chiedere l’applicazione delle leggi è incomprensibile per noi messinesi? È puerile? È antidemocratico?

Capiamo i consiglieri comunali che rischiano anche loro il posto assieme a Buzzanca. E capiamo quanto sia difficile per loro rinunciare allo stipendio politico che percepiscono; tuttavia non condividiamo affatto queste IDIOZIE che hanno scritto. Noi rileviamo che:

1)     se Buzzanca non fosse stato condannato per peculato, tutto questo non sarebbe successo. Che vuol dire? Vuol dire che se il signor Buzzanca rispettava la cosa pubblica, andando a sue spese a Bari per la crociera, nessuno gli avrebbe detto niente.

2)     se Berlusconi non avesse fatto una legge salva-Buzzanca a quest’ora avremmo avuto un nuovo sindaco

3)     Buzzanca è stato eletto quando non risultava condannato per peculato. Si ripresenti alle elezioni e vediamo se da condannato sarà rieletto. 

Ecco i nomi dei galantuomini:  Roberto Sparso (FI), Pino Craparotta (Patto per la Sicilia), Pippo De Stefano (PRI), Giuseppe Corvaja (UDC), Paolo Saglimbeni (Nuova Sicilia), Giuseppe Trischitta (AN) e Umberto Bonanno (AN)

Postato da: Dresda a 19:02 | link | commenti |

mercoledì, 16 febbraio 2005

E non tralasciano la Russia 

di Maurizio Blondet  (titolo nostro)

Il solito Michael Ledeen rivela il prossimo obbiettivo americano(& company):portare la democrazia anche in Russia. Già attivi i primi gruppi giovanili filoyankee. In barba ai sogni euroasiatici e alla sovranità nazionale. Continuiamo con i cattivi pensieri...Michael Ledeen l’ha ammesso: i neocon americani hanno “portato la democrazia” in Ucraina con finanziamenti occulti, supporto logistico e addestramento alle manifestazioni di piazza agli elementi anti-russi in Ucraina. L’ammissione è stata fatta durante un dibattito alla tv Msnbc, nella rubrica “Hardball” condotta dall’anchorman Chris Matthew, l’8 febbraio scorso. Converrà ricordare che Michael Ledeen è un neoconservatore presente in tutte le organizzazioni della lobby ebraica di “destra” (JINSA, PNAC), la stessa in cui militano Wolfowitz, Perle, Feith (e da cui in Italia Giuliano Ferrara riceve l’imbeccata). In Italia, negli anni ’70, Ledeen s’era infiltrato negli ambienti di destra ed ha avuto un ruolo oscuro nella strategia della tensione, probabilmente per conto del Mossad.
In Ucraina, ha detto Ledeen, “noi (cioè i neocon e le lobbies) abbiamo dato denaro. Abbiamo dato addestramento alla resistenza non violenta, è molto importante imparare come farla. Abbiamo dato comunicazioni, così che la gente in una località sappia che cosa avviene nelle altre…”. Poi ha taciuto perché il senatore Sherman, presente al dibattito, ha ricordato che in Usa “esistono leggi che vietano di manipolare le società civili di paesi esteri”.
Ma è certo che le stesse operazioni sono in corso a Mosca. Si sta infatti creando uno “spontaneo” movimento “giovanile” che dovrebbe detronizzare Putin (colpevole di aver preso la Yukos all’ebreo Khodorkovski) con “spontanee” manifestazioni ed altre attività di piazza. Le democrazia dettata dalla strada anziché dal Parlamento.
Infatti ai primi di febbraio, gruppi di studenti si sono “spontaneamente” uniti ai pensionati che manifestano da giorni per il taglio ad alcuni benefici sociali nella piazza Lenin di San Pietroburgo. Fatto singolare, manifestazioni del genere sono nate in altre città nelle stesse ore. Ancor più singolare, nonostante fossero quattro gatti, la stampa americana s’è precipitata a dare la più straordinaria attenzione a queste manifestazioni. Trascurando i pensionati (probabilmente nostalgici dei Soviet), si sono buttati a intervistare gli “studenti” o sedicenti tali. Così il Los Angeles Times (1) ha dato voce a Mikhail Obozov, 21 anni, fondatore di un gruppo che si chiama “Marciare senza Putin”, e che ha detto: “qui in Russia fanno il lavaggio del cervello, reprimono la personalità”. Aleksandr Iskrinsev, 20 anni: “non c’è la democrazia in Russia, per questo stiamo imparando a resistere”.
Insomma sta montando l’organizzazione che deve replicare, in Russia e a vantaggio della finanza globale, i successi “democratici” strappati dalla piazza in Georgia nel 2003 (“rivoluzione rosa”, come la definì la propaganda Usa) e in Ucraina qualche mese fa (“rivoluzione arancio”). Nel caso, come ha detto lo “studente” Obozov al Los Angeles Times, con una variazione: “spargimento di sangue”.
Il Cremlino è ben consapevole dell’operazione. Il politologo Aleksandr Oslon, mandato da Putin in Ucraina a “lavorare” per la vittoria del candidato pro-russo Yanukovitch, ha detto chiaro alla Novosti (2):i> “in Ucraina non c’è stato niente di spontaneo. Noi abbiamo perso perché dall’altra parte c’erano dei professionisti dell’agitazione meglio addestrati”. Ed ha ricordato che il portale web lanciato per sostenere il candidato filo-americano Yushenko (la cui moglie ha cittadinanza Usa) è stato allestito da un’agenzia di pubbliche relazioni americana, la Rock Creek Creative, già nota per passate collaborazioni con la Cia.



Note

1)Kim Murphy, “Anti-Putin youth movement is building steam in Russia”, Los Angeles Times, 10 febbraio 2005.
2)“Whose strategists took Yushenko to victory?”, RIA Novosti, 10 febbraio 2005.

Postato da: Dresda a 18:26 | link | commenti |

 

Altra "rivoluzione" in arrivo?...

di Maurizio Blondet  (titolo nostro)

 

C’è Israele dietro lo spaventoso attentato che ha ucciso l’ex primo ministro Hariri a Beirut: è la documentata opinione di Sam Hamod, ebreo americano ed esperto di questioni internazionali (1). Sharon e Bush, nota Hamod, hanno subito accusato la Siria, che sul Libano esercita da 15 anni un protettorato: ma la Siria ha solo da perdere da una nuova destabilizzazione del Paese vicino. L’effervescente economia del Libano è infatti un’occasione di affari e prosperità anche per la Siria. La propaganda Usa, attraverso i media controllati, ha presentato Hariri come un oppositore della Siria: ma al contrario Hariri fu scelto dai siriani a guidare il Libano occupato. Invece è Israele che ha storicamente desiderato il caos in Libano: ne occupò militarmente il Sud, nel 1980, e ne fu cacciato dalla incessante guerriglia degli Hezbollah. Oggi è ancora Israele ad avere interesse ad espellere dal Paese dei cedri la Siria. E la Casa Bianca sta facendo pressioni da anni perché il Libano dichiari fuorilegge l’Hezbollah, che là è un partito politico legale.

L’attentato è stato rivendicato da un gruppo “islamico” mai prima sentito, e probabilmente inesistente; mentre la pianificazione mega-terroristica dell’attentato, e l’enorme quantità di esplosivo usata, fa pensare “al lavoro di un servizio segreto, non di un gruppuscolo”, come dice Rime Allaif, analista al Royal Institute of International Affairs di Londra. I presunti “terroristi” dell’Hezbollah hanno invece condannato l’attentato. In questo momento la maggior parte dei libanesi, memori dell’occupazione israeliana, considerano quella siriana una sorta di sicurezza. Quanto ad Hariri, anche i suoi avversari politici lo stimavano. Le diffidenze di 15 anni fa (quando Hariri, miliardario che aveva fatto affari coi sauditi, fu “scelto” dai siriani come primo premier collaborazionista) sono col tempo svanite. Oggi tutti riconoscevano all’uomo il merito di aver riportato il Libano alla prosperità, e di aver saputo mantenere, nella difficile condizione pluri-culturale libanese, la separazione fra Stato e religione.
Aggiunge Sam Hamod: “Sharon ha allestito un gruppo speciale per ‘operazioni nere’ con il compito di uccidere chiunque , in qualunque parte del mondo, in spregio al diritto internazionale. In Irak questi specialisti sono creduti responsabili di una quantità di omicidi mirati (docenti universitari, classe dirigente) e sequestri di persona intimidatori (la giornalista Sgrena?) o intesi a perpetuare il caos e a impedire la ripresa del Paese”.

C’è di più. Va ricordato che quando Andreotti rivelò l’esistenza di “Gladio”, l’organizzazione clandestina della Nato, divenne chiaro che tali organizzazioni segrete americane erano attive nei più diversi Paesi, “amici” o no degli Usa. Fu reso noto allora anche il “manuale” dei guerrieri stay-behind. Un passo di questo testo (Field Manual 30-31B) recita: “quando i rivoluzionari [ossia le forze di sinistra extraparlamentare di un determinato Paese, ndr.] rinunciano temporaneamente all’uso della violenza…l’intelligence militare Usa deve avere i mezzi di lanciare operazioni speciali capaci di convincere il governo del Paese e la sua opinione pubblica della realtà del pericolo eversivo…”. Insomma, l’antiterrorismo Usa deve creare terroristi e compiere atti di terrorismo per giustificare se stesso (2).

Fonte:www.effedieffe.com
15.02.05

Note

1)Sam Hamod, “Israel and/or America implicated in killing of Rafik Hariri”, sul sito “Informationclearinghouse”, 14 febbraio 2005.
2)Lila Rajiva, “The Pentagon’s Nato option”, sul sito CommonDreams, 10 febbraio 2005.

Postato da: Dresda a 11:25 | link | commenti |

martedì, 15 febbraio 2005

Primi frutti della "rivoluzione" arancione

(che ricordiamo è stata finanziata con 75 milioni di dollari Usa)

Il nuovo Presidente dell’Ucraina, Viktor Yushchenko, ha nominato Yevgeny Chervonenko Ministro delle Comunicazioni (in possesso di doppia cittadinanza). Questo quarantacinquenne possiede un passaporto israeliano ed è vice presidente del Congresso degli Ebrei dell’Ucraina. Come ministro delle comunicazioni eserciterà il controllo completo dei media dell’Ucraina. Il suo ministero rilascerà tutte le licenze e le frequenze per radio, televisione, Internet e comunicazioni satellitari. Dopo la privatizzazione, Chervonenko si è guadagnato il controllo di vari affari, che includono due grossi impianti d’imbottigliamento, catene di supermercati e case farmaceutiche. Nel 2004, in una intervista all’agenzia ebraica Jewish Telegraphic Agency, si è lamentato dell’antisemitismo della coalizione di opposizione, facendo notare che ne aveva avvicinato uno (dell’opposizione) in una delle toilette del Parlamento. Chervonenko ha detto: «gli ho ficcato la testa nel lavandino dicendogli: un’altra parolaccia contro Israele e ti concerò veramente per le feste». Chervonenko è stato il capo del personale della sicurezza del candidato Yushchenko e, chiedendogli sul probabile avvelenamento di quest’ultimo, ha rivelato alla AP (Associated Press) che aveva assaggiato personalmente tutto il cibo di Yushchenko. Ha denunciato l’avvelenamento come opera dell’opposizione antisemita che ha dato da mangiare al suo uomo durante un incontro di governo privato durante il quale lui non aveva permesso di accesso. Il magnate dei media Pyotr Poroshenko, un altro ebreo, è stato nominato Segretario alla Difesa e alla Sicurezza Nazionale, malgrado non abbia mai avuto alcuna esperienza. Nemmeno il Partito Comunista Ucraino, fortemente ebraico, ci può credere. Dopo aver sentito della nomina di Poroshenko, hanno fatto questa dichiarazione: «Quando la sicurezza nazionale e le attività di controllo del rispetto delle leggi sono assegnate a un affarista le cui azioni sono state spesso in contraddizione con le leggi, ed in più è stato preso a falsificare i bilanci dello stato, uno può difficilmente credere nelle promesse pre-elettorali secondo le quali tutti i criminali saranno incarcerati. L'oligarca Poroshenko possiede Canale 5, la televisione che durante «la rivoluzione arancione» cambiò le sue notizie, fino allora relativamente oggettive, in una fontana di propaganda a favore dell’opposizione. La quarantaquattrenne miliardaria Julia Timoshenko, ritenuta ebrea, è stata nominata primo ministro, la seconda più potente posizione nazionale. Questo malgrado un ordine di arresto internazionale. E’ incriminata in Russia per frode e corruzione di ufficiali del governo. Nel 1996-97 la Timoshenko sottrasse miliardi all’economia Ucraina attraverso la rivendita di gas sotto la protezione del suo padrino, l’ex primo ministro Pavel Lazarenko. (Pavel Lazarenko sta scontando una condanna in una prigione della California dopo essere stato incriminato per estorsione, trasferimento di capitali rubati, cospirazione e frode. Lazarenko è stato inoltre incriminato per trasferimento in Svizzera di capitali rubati e ricercato per omicidio in Ucraina. Il suo avvocato difensore americano è il ben noto commentatore legale della televisione Daniel Horowitz . Durante il suo dibattito processuale a San Francisco, Horowitz tirò fuori delle registrazioni segrete dell’ex Presidente Ucraino Leonid Kuchma che includono delle ingiurie antisemitiche nei riguardi di Lazarenko. L’idea era di convincere la giuria che Lazarenko era la vittima di una vendetta politica antisemita ad opera di Kuchman. Non funzionò.) La lingua materna del nuovo primo ministro è il russo e non l’ucraino. Timoshenko ha ammesso di aver imparato la lingua ucraina solo nel 1999. Lei ha rifiutato assolutamente di fornire una sua biografia e, secondo l’agenzia ebraica Jewish Telegraphic Agency, anche il suo nome da signorina è un mistero. Comunque sia, gli ebrei locali hanno vantato ripetutamente la sua ancestrale origine ebrea.

da www.comedonchisciotte.net

Postato da: Dresda a 23:32 | link | commenti |

 Ricordiamo che da qualche mese è attiva l'email gentediMessina@libero.it per comunicare con noi.

I gestori del sito

Postato da: Dresda a 12:54 | link | commenti |

www.quibio.it e' la BIOPLASTICA che rispetta l'ambiente - Il primo e-commerce di prodotti usa e getta Bio eco-compatibili come piatti, bicchieri ecc... rigorosamente biodegradabili e compostabili al 100%.

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog Blog-Show la vetrina italiana dei blog! Blog-Show la vetrina italiana dei blog! AVVERTENZA questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.