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Come nasce un "terrorista"

Ammazzagli senza motivo il padre e la madre, o uccidigli il figlio di pochi mesi durante qualche bombardamento "chirurgico" (come a Cana). Ecco come Israele crea i suoi nemici
(ANSA) - GERUSALEMME - ''Non ci sara' una tregua nei prossimi giorni''. Lo ha dichiarato stasera a Tel Aviv il premier israeliano, Ehud Olmert. ''Israele continua a combattere'', ha aggiunto il premier rivolgendosi alla popolazione israeliana, precisando che le operazioni militari contro gli Hezbollah in Libano andranno avanti fino a quando ''non sara' rimossa la minaccia che incombe sulle vostre teste, non ritorneranno i nostri prigionieri....e voi potrete dormire in pace nelle vostre case''.
L'ordinaria follia

Ragazzina di 13 anni violentata da tre 15enni.
JESI (ANCONA) - Uno stupro di gruppo fra minorenni, consumato ai danni di una ragazzina di soli 13 anni, ha portato all'arresto di tre quindicenni, fermati a Jesi dalla polizia dopo la denuncia di un'amica della vittima. La ragazza ha raccontato ad una funzionaria del commissariato jesino quanto era accaduto alla sua compagna, che poi ha confermato agli agenti le violenze subite. Maggiori particolari sull' operazione che ha condotto ai tre arresti verranno resi noti in giornata dalla polizia. (ansa)
Va tutto molto bene

Ragazzina violentata da un 62enne: le amiche la tenevano ferma. La torbida vicenda in un noto locale di Brescia frequentato da politici e imprenditori (lo stupratore è il titolare del locale)
MILANO - Il piccolo bar Margherita, in via Gramsci, a Brescia, a pochi passi dal centro della città, è conosciuto per i suoi grandi cocktail ricercati e colorati. Ma anche per il giro di belle ragazze giovanissime che si possono trovare al bancone, semicircolare, del locale, o, in estate, sugli alti sgabelli all'esterno. E per i personaggi, meno giovani, con auto di grossa cilindrata, che amano frequentarlo.
È in questo ambiente che è maturata una orribile, torbida storia di violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza di 16 anni, che ha portato all'arresto del proprietario del bar, Lavinio Lopane, 62 anni, e di due coetanee della giovane violentata, che avrebbero tenuto ferma la vittima durante lo stupro. Dalle indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Brescia, emerge un inquietante giro di prostituzione minorile legato all'uso della cocaina. Ma quello che più allarma in tutta la vicenda è la partecipazione attiva, nella violenza, di ragazze minorenni.
Lo stupro, durato 20 interminabili minuti, è stato consumato un mese e mezzo fa in una cascina abbandonata alle porte di Brescia. Alla violenza ha assistito un'altra adolescente, che ha cercato inutilmente di opporsi. Prima di subire la violenza la vittima, una ragazza fuggita da una comunità di recupero per tossicodipendenti, sarebbe stata costretta dalle coetanee, una rom e un'amica, anche lei scappata da una comunità di recupero, a sniffare della cocaina. Le stesse ragazze avrebbero poi immobilizzato la vittima per permettere all'uomo di consumare il rapporto sessuale. [...] (ansa)
Libano ardente

Aggiornamenti dal fronte. Gli israeliani intensificano i bombardamenti e adoperano armi chimiche. L’Onu e la Croce Rossa pronti a intervenire se l’invasione non riesce
Dopo il ritiro vergognoso a Bint Jbeil di fronte alla linea degli Hezbollah, gli israeliani cercano ora di sfruttare la carta bianca ottenuta dagli accordi di Roma davanti a Romano Proni. Hanno intensificato i bombardamenti, continuando a massacrare civili, sparano sui convogli umanitari e sulle ambulanze ed hanno preso ad adoperare armi chimiche. Intanto la Croce Rossa ha proposto una tregua umanitaria di 72 ore. Tel Aviv ha risposto che detta tregua è inutile. In altre parole l’accetteranno solo se i bombardamenti e le armi chimiche non permetteranno all’esercito invasore di recuperare il terreno perduto negli scontri diretti che non sono risultati molto onorevoli per gli aggressori.
Se quest’intensa azione di bombardamento non permetterà alla Tsahal di capovolgere gli esiti di una guerra che sta perdendo sul campo ecco allora che la proposta della CRI verrà accettata in modo di mascherare la rotta con una tregua.
Poi interverrà, se Tel Aviv lo riterrà necessario, un contingente internazionale di pace contro il quale ufficialmente il governo israeliano protesterà ma che servirà a cavargli le castagne dal fuoco.
Sempre – giova ripeterlo – se i bombardamenti e le armi chimiche non avranno permesso agli invasori di uscire dal vespaio nel quale continuano ad essere trafitti.
NoReporter
L’Olanda prende le distanze

Le precisazioni dell’ambasciata olandese dopo la manifestazione del Soccorso Sociale
A nome del Governo dei Paesi Bassi, si rendono note le seguenti osservazioni in merito agli sviluppi nei Paesi Bassi sul Partito dell’Amore per il Prossimo, la Libertà e la Diversità (PNVD).
1. Nei Paesi Bassi la pratica della pedofilia ed il possesso di materiale pedopornografico sono reati puniti dalla legge.
2. Il Governo dei Paesi Bassi è del parere che gli scopi del Partito PNVD siano altamente spregevoli.
3. Il parere del Governo è condiviso pienamente dalla popolazione olandese che si è espressa unanimemente contro questo Partito.
4. Il Governo dei Paesi Bassi non ha facoltà di proibire o far proibire la creazione di partiti politici nuovi, questo può farlo solo il Giudice. Nel caso specifico del PNVD, il 17 Luglio 2006 un Giudice dell’Aja ha stabilito che la costituzione di questo Partito non costituisce reato.
5. Non esiste alcuna probabilità che questo Partito possa partecipare alle elezioni per il Parlamento del prossimo autunno. A parte la mancanza di alcuni requisiti tecnici, solo 20 persone hanno legato il loro nome a questa lista e, per costituire un Partito, sono neceessarie almeno 570 firme.
6. Vista la reazione del popolo olandese, la possibilità che questo Partito possa occupare un seggio in Parlamento, è esclusa.
7. Nell’ordinamento giuridico democratico olandese la libertà d’espressione, l’elettorato passivo e la libertà di associazione fanno parte delle fondamenta dello stato democratico di diritto.
8. I Partiti politici possono invocare modifiche o abolizioni legislative ma debbono ovviamente attenersi alle norme di legge. Se non lo fanno, si agirà contro di loro.
9. Il Pubblico Ministero olandese sorveglierà accuratamente che il Partito PNVD non sviluppi attività punibili o attività che diano adito ad azioni punibili. In qual caso, si procederà contro di esso.
(da www.noreporter.org)
Grazie schiavi

così Israele all'Italia. Da Roma l'ok a proseguire i bombardamenti. E la stampa israeliana esulta!
05:10 - Il Consiglio di Sicurezza Onu non trova l'accordo su una dichiarazione di condanna all'attacco di Israele a una postazione Onu in Libano.
08:16 - Il ministro della Giustizia israeliano Haim Ramon dichiara che il suo Paese ha ottenuto dalla Conferenza di Roma ''l'autorizzazione a continuare'' le operazioni militari.
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TEL AVIV - Dalla Conferenza di Roma di ieri "é giunta una luce verde per la continuazione dei combattimenti in Libano", annuncia a tutta pagina il quotidiano MAARIV di Tel Aviv. Il giornale scrive che le speranze di un cessate il fuoco immediato non si sono materializzate "per il fatto che due attori regionali importanti, come Israele e Siria, non hanno partecipato ai dibattiti". Sotto il titolo "Israele fa una analisi sfumata della conferenza di Roma", il JERUSALEM POST rileva, citando fonti diplomatiche dello stato ebraico, che il vertice "non è stato un completo disastro", nonostante non abbia citato Hezbollah e i razzi Katiuscia lanciati su Israele, perché non ha chiesto un immediato cessate il fuoco. "E' un segno positivo - hanno aggiunto le fonti del quotidiano - che conferma l'influenza degli Usa e indica che un cessate il fuoco è visto solo nel quadro di una serie di misure globali". Anche YEDIOT AHRONOT trova fondamentale che il segretario di stato Condoleezza Rice abbia insistito sullo smantellamento delle milizie Hezbollah. Il giornale ritiene positivo il fatto che per la prima volta il premier libanese Fuad Siniora abbia accettato di rispondere alle domande della sua inviata, che pure si è qualificata come israeliana: in passato Siniora aveva preferito ignorare la stampa di Israele.
STAMPA LIBANO DELUSA MANCANZA CESSATE FUOCO
I maggiori quotidiani libanesi sottolineano oggi che la conferenza di ieri a Roma sul Libano ha fallito l'obiettivo di un accordo per un immediato cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, e alcuni di essi accusano gli Stati Uniti di aver "dato ad Israele più tempo per fare progressi militari". Il segretario di Stato Condolleezza Rice "ha assassinato la conferenza di Roma", ha sentenziato in un grande titolo in prima pagina il filosiriano AS SAFIR. "Gli Stati Uniti estendono i limiti temporali alla guerra israeliana", ha scritto il giornale, noto per le sue posizioni a sostegno del movimento Hezbollah. Il quotidiano indipendente AN NAHAR, distinguendo fra le vedute espresse dagli Stati Uniti e dai ministri europei, riferisce di un "acceso dibattito" tra Rice da un lato e il capo della politica estera dell'Ue Javier Solana e il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos dall'altro. Il quotidiano anti Hezbollah AL MUSTAQBAL e L'ORIENT LE JOUR appaiono però più ottimisti. Entrambi affermano con titoli identici che nonostante il suo fallimento sul cessate il fuoco, la conferenza "ha gettato le fondamenta per una soluzione globale del conflitto israelo-libanese".
VERTICE ROMA: PER STAMPA RUSSA UN FALLIMENTO TOTALE
Per la stampa russa, che non dà oggi molto rilievo all'evento, la conferenza di ieri a Roma sul Libano si è risolta in un fallimento totale e sempre più evidente è l'impotenza della comunità internazionale a imporre un cessate il fuoco. "La conferenza non ha fermato la guerra e non ha nemmeno trovato le chiavi per una soluzione del conflitto", scrive il quotidiano VREMIA NOVOSTEI e sottolinea che i partecipanti non sono stati in grado di elaborare alcuna strategia comune. Non diverso il tenore di GAZIETA: "La conferenza di Roma - sostiene il quotidiano, di orientamento liberale - è fallita. Non è stata trovata alcuna via di uscita dalla crisi. Sono state pronunciate troppe frasi vuote". Secondo Gazieta è chiaro che gli Stati Uniti ritardano l'applicazione del cessate il fuoco perché vogliono dare a Israele il tempo per portare a termine l'operazione militare. KOMMERSANT afferma che la conferenza di Roma "si è spaccata in due campi": gli Stati Uniti e alcuni paesi europei vogliono dare allo stato ebraico la possibilità di andare avanti con la guerra mentre Francia, Russia e paesi arabi insistono perché si vada quanto prima al cessate il fuoco. (ansa)
Pedofilia, non solo Olanda

La lobby è in forte crescita anche in Italia. Civitavecchia: giovane donna vende il figlio al compagno pedofilo.
Permetteva che il figlio 14enne venisse violentato dal compagno,
un 60enne, molto conosciuto a Civitavecchia. L'uomo
infatti si era anche presentato, senza successo, come candidato
al consiglio comunale della città laziale. La madre della vittima,
una 35enne, è stata immediatamente allontanata dalla
casa familiare. Il pedofilo, che ricompensava la donna con
pochi soldi e qualche regalo in cambio del silenzio, è stato
arrestato. Secondo gli inquirenti gli abusi sul minorenne sono
stati reiterati e in passato l'ex marittimo è stato al centro di
un altro grave episodio: nel 2003 ha agganciato una ragazzina
di 13 anni e, approfittando della sua buona fede, l'aveva
convinta a sottostare alle sue attenzioni per vari mesi. (Affari Italiani)
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per info su come raccogliere le firme per l'espulsione dell'Olanda dalla Ue (Paese quest'ultimo - ricordiamolo - che si appresta a legalizzare la pedofilia) scrivere a msimessina@libero.it
No all’orco

Festa in più città. Proteste avanti a due consolati e un’ambasciata. Massicci consensi. Il bilancio provvisorio della prima campagna del nascente coordinamento
Si è tenuta la “giornata della pedofilia” CONTRO. Si è scelto il 25 luglio, data altrimenti infausta e degna di portare questo peso, che dista solo di pochi giorni dalla legalizzazione in Olanda del partito dei pedofili che propugna gli abusi sessuali sui minori, la legalizzazione della pedopornografia e la zoofilia. Tale partito è stato ammesso dall’Olanda perché particolarmente rispettosa delle “libertà democratiche”. In Olanda sono però vietati simboli e partiti politici di ispirazione fascista… Sempre in Olanda vengono processati gli uomini politici considerati scorretti da Washington.
Forniremo maggiori dettagli nei prossimi giorni della prima campagna Soccorso sociale.
La giornata della pedofilia CONTRO, intesa come festa dei bambini e come richiamo dell’opinione pubblica sulle aberrazioni legalizzate si è svolta in modo diverso, in contemporanea, in 13 località italiane del nord, del centro e del sud.
Feste per bambini, volantinaggi, striscioni sui cavalcavia (come nella Firenze Mare) proteste avanti ai consolati olandesi (Torino e Verona) a all’ambasciata (Roma)
(da noreporter.org)
Dev’essere il caldo…

Domenico Savino (da www.effedieffe.com)
Dev’essere certamente colpa del caldo: 38° a Bologna, 37° a Milano, 37° anche a Firenze… afa, ozono, sudore.
Eppure nello scenario surreale che ci stanno propinando, con un genocidio in atto del popolo palestinese, con l’invasione senza neppure una preventiva dichiarazione di guerra di un Paese sovrano, quale è il Libano, io - sinceramente - magari in orario serale, magari andando ad un concerto, magari dopo una birra gelata, ma una capatina di qualche corteo pacifista me l’aspettavo.
Invece nulla: neanche uno straccio di bandiera della pace, una spilletta esibita sul bavero della giacca, un braccialetto iridato, niente di niente.
Neanche un arcobaleno… per forza non piove!
Mentre riflettevo che quest’attacco al Libano mi ricorda tanto l’aggressione nazionalsocialista alla Polonia (anche lì incidente di frontiera con l’accusa ai polacchi di aver ucciso dei soldati tedeschi), mi domandavo dove sono finiti tutti i marciatori della pace, quelli che con i loro cortei colorati erano scesi in piazza contro le guerre in Afghanistan ed in Iraq, quei «gioiosi» e colorati ragazzi tutti «peace and love», tamburi, fischietti, spinelli, piercing e ombelichi al vento?
Dove sono quei sensibili ragazzi dei Centri Sociali che nel 2001 hanno messo a ferro e fuoco Genova?
Dove sono le «donne in nero», le donne per la pace, quelli delle bandiere ai balconi?
Dove sono finiti i don Ciotti, i Gino Strada, gli Alex Zanotelli, i Medici senza frontiere, le Mani Tese, i Pax Christi, i Coordinamenti per la pace, le Comunità di sant’Egidio?
E i verdi, i comunisti, i post-comunisti, gli ambientalisti … !
Già, dove sono finiti?
Al mare, probabilmente… o in piscina, o in qualche locale estivo a tirar l’alba e qualcuno magari pure qualcos’altro.
E poi le scuole sono chiuse.
Si sa l’impegno politico e la sensibilità pacifista sono fortemente motivati dalla possibilità concreta di «fare focaccia», spacciandola per nobile ideale.
Tuttavia qualche organizzazione avrebbe dovuto montar su, alzare un po’ la voce, organizzare qualcosa… magari un sit-in… non dico bruciare una bandiera di Israele che - si sa - è una colpa gravissima, anzi un male assoluto!
Ma insomma, un vagito di protesta… che dico… di dissenso.
Invece niente.
Zitti.
Sembra una congiura del silenzio.
E forse lo è.
Finché si trattava di alzare la voce contro la politica estera americana in Iraq e Afghanistan e le subalterne e scellerate posizioni del governo Berlusconi, tutto bene: la macchina era già oliata, la base già preparata dai tempi della guerra fredda.
Oggi, che è in campo Israele, tutto tace.
Nessuno si azzarda a contestare pubblicamente Israele.
Come dire: finché c’era da protestare contro il servo e questo consentiva di far cassa sul mercato interno della politica, tutti pronti.
Ora che è sceso in campo il padrone e bisogna rendere conto delle proprie azioni, perché altrimenti si paga cara, tutti zitti.
Incredibile, ma il più coraggioso è stato il vecchio inossidabile Andreotti, che ha stupito tutti, solo perché ha detto la verità.
Intervenendo a Palazzo Madama in un dibattito sulla guerra ha ricordato che «nel ‘48, l’ONU ha creato lo Stato di Israele e lo Stato arabo. Lo Stato di Israele esiste, lo Stato arabo no».
Poi ha piazzato il destro: «Credo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo profughi (l’articolo sulla pagina Web de La stampa dice però ‘di concentramento’!) e non avesse da 50 anni nessuna prospettiva da dare ai figli, sarebbe un terrorista».
Per il resto si è arrivati al massimo a parlare di reazione eccessiva di Israele.
Ci avevano insegnato ad inorridire per la pratica nazionalsocialista della rappresaglia dieci a uno, cioè dieci giustiziati per ogni soldato tedesco ucciso!
Oggi ci limitiamo a qualche colpetto di tosse di disappunto per un rapporto che a fronte di due soldati rapiti fa seguire centinaia di morti ammazzati, oltre alla distruzione di interi quartieri di città, oltre a ponti, strade, infrastrutture.
Qualcuno vuole per cortesia evocare via Rasella e Marzabotto, oppure il sangue dei libanesi è meno nobile di quello partigiano o israelita?
E quelle ragazzine ebree che scrivevano messaggi sui missili lanciati contro i libanesi che effetto vi fanno?
Vi ricordate quante volte ci hanno fatto vedere i ragazzini palestinesi indottrinati nelle scuole all’odio antisemita?
Qualcuno, nei sette giorni che Israele si è preso per «ultimare il lavoro», cioè distruggere il Libano con le bombe che stanno arrivando dall’America, vuole trovare il tempo per chiedere alla «ex-ministra» israeliana Livor Livnat se quelle ragazzine ebree scrivevano sui missili qualcosa magari appreso a scuola?
Qualcuno vuole chiedere conto del sistema educativo impartito negli ultimi anni in Israele, in seguito alla «riforma» dei programmi scolastici, fatta all’insegna della parola d’ordine
«più sionismo, più bibbia», eliminando dai manuali di storia ogni traccia del cosiddetto «disfattismo», proibendo quelli in cui cominciava a farsi sentire l’influenza dei «nuovi storici» e sopprimendo i corsi dedicati alla pace?
Quanta prudenza nel condannare la macelleria che Israele sta facendo in Libano!
Quanta attenzione all’equi-vicinanza, quanta a non turbare il mondo israelita anche nostrano!
Sarà calcolo politico?
Eppure gli israeliti in Italia sono qualche decina di migliaia, non un bacino elettorale consistente. Gli islamici, anche cittadini italiani, sono molti di più.
Forse allora è prudenza?
O magari timore?
Forse i nostri politici e i capi dei «movimenti spontanei» per la pace sanno che taluni gruppi «religiosi» sono più influenti di altri a fronte della loro esiguità numerica?
Forse sanno che molti dei direttori di giornali e televisioni, molti uomini della finanza, molti esponenti della politica e della cultura fanno parte di questa minoranza numerica?
C’è quasi il sospetto, che chi sgarra, questa volta la pagherà cara.
D’Alema l’ha capito subito.
Ha fatto «a mmuina» con quella faccenda dell’equi-vicinanza, ma poi si è messo subito allineato e coperto.
La sortita di Baffino in effetti non è piaciuta all’UCEI, l’Unione delle comunità ebraiche italiane.
Gianni Vernetti, sottosegretario agli Esteri, deputato della Margherita e sponsorizzato dalle Comunità ebraiche glielo deve avere spiegato bene e Baffino - che non è fesso - ha capito.
Adesso «flirta» con Condoleezza che è una bellezza.
A proposito, con il centrosinistra al governo l’informazione doveva essere un po’ più «europea».
Invece oggi i telegiornali RAI sembravano tutti diretti da Emilio Fede: la notizia che un autobus con a bordo dei profughi in fuga verso la Siria era stato distrutto e gli occupanti erano morti è stata data dopo quella dei razzi katiuscia che martellano Haifa, sicché poteva sembrare che la responsabilità fosse degli hezbollah, anziché degli F16 israeliani.
Grande risalto poi alla notizia che Roberto Punzo, capitano dell’esercito, bersagliere e pilota di elicotteri, osservatore dell’ONU in missione di pace in Libano, nella cittadina di Raf, nel sud del paese, è stato ferito.
Praticamente taciuta la notizia secondo cui - come ha specificato il sottosegretario agli Esteri con delega ai rapporti con le Nazioni Unite, Bobo Craxi - «l'osservatore italiano dell’ONU potrebbe essere stato colpito dall’esercito israeliano mentre faceva rifornimento di carburante per la base UNIFIL».
Reazione stizzita di Tel Aviv.
Il giovane Craxi - al contrario di D’Alema - non ha capito.
O forse voleva emulare il padre… o forse - anche per lui - è colpa del caldo.
In ogni caso le uniche due voci discordanti in questi giorni sono state quelle di un Craxi e di Andreotti.
Sembra di essere tornati ai tempi di Sigonella.
La pagheranno cara…
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Iena ridens

Pecoraro Scanio: manda i militari italiani a morire e poi se la ride ai funerali.
Prima di andare al Governo si dichiarava pacifista convinto. Diventato ministro, nonostante la risata ai funerali per i morti di Nassirya, Alfonso giustifica qualunque missione militare all’estero come facevano gli scudieri di Berlusconi. Lo si può definire il nuovo ossimoro conciliante della politica, ovvero una contraddizione di termini. Il ministro dell’Ambiente ci spieghi come può uno che marciava contro la guerra a votare in favore dell’invio dei militari italiani in Afghanistan o in Iraq. Però, capiamo che la coerenza non è di tutti. Smemorato. (IMG Press - www.imgpress.it)