I fatti di Messina e del Mondo visti da una speciale angolazione, quella degli uomini liberi
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Approdi, l'inganno continua
http://www.imgpress.com/notizia.asp?idnotizia=22940&idSezione=2#
Niente da fare, a pochi mesi dall’entrata in funzione degli approdi di Tremestieri si registra già il primo flop. La notizia è che i famosi approdi che dovevano risolvere il problema del passaggio dei Tir in città, sono già vecchi. La crepa sulla banchina che si era aperta solo qualche settimana dopo l’ultimazione dei lavori, si è allargata e allungata di qualche metro. Necessitano lavori di consolidamento. Si, avete sentito bene, consolidamento di qualcosa che hanno finito di costruire solo qualche mese fa. Non è bastato il sorprendente prolungamento del bel tempo fino ai primi di dicembre e neppure l’ordinanza del sindaco che ha permesso alla Terminal Tremestieri, dei suoi soci in affari, i Franza, di decidere quanti Tir con carico superiore a 3,5 tonnellate smistare sul Viale Boccetta. Una parte della banchina ha ceduto e ora riprendono fiato coloro che avevano sempre criticato la soluzione degli approdi a sud. “Finora non c’è stata nessuna mareggiata, ma la struttura manifesta già i primi difetti di costruzione” – sottolineano in molti. In città continua quindi a tenere banco la brutta storia dei Tir che non hanno, in realtà, mai smesso di attraversare il viale Boccetta. Questo grazie a piccoli e viscidi trucchetti. Uno su tutti quello delle centinaia di pass che per mesi sono stati rilasciati senza alcun controllo. È dovuta intervenire la magistratura per porre fine a quell’assurda truffa. E che dire di quell’incidente sul Boccetta che proprio il giorno seguente al famoso brindisi del sindaco per festeggiare la “liberazione” dalla schiavitù dei giganteschi e inquinanti mezzi, coinvolgeva un motorino e un Tir? Un po’di buon senso avrebbe evitato queste infinite prese in giro ai danni della cittadinanza tutta. E ora dovremmo forse festeggiare per la provvisoria pista su ghiaccio di Piazza Duomo che servirà a distrarci dal non si sa quanto momentaneo stop degli approdi di Tremestieri? Panem et circenses si diceva nell’antica Roma. “Pane e giochi del circo” mormoravano quei romani dell’antichità che si distinguevano dal popolino e avevano capito i trucchi dei governanti per ammansire le masse, nei momenti più bui della loro politica. Ma Piazza Duomo non è il Colosseo e Messina non è la Roma degli Imperatori, non dimentichiamolo.
L'ultimo leone

I paladini della pace e della democrazia hanno assassinato il legittimo capo di Stato iracheno dopo averlo sostituito con un pupazzo di Washington e Teheran
L'omicidio "legalizzato" del legittimo capo di Stato dell'Iraq segna forse una svolta nel definitivo NONdiritto internazionale.
Oramai decidono con prepotenza tutti i padrini delle oligarchie affaristiche. In Iraq, un tempo prospero e sano, oggi solo guerre civili, guerre tribali, guerre religiose e fanatismi oscurantisti.
Così ha voluto la cupola del crimine organizzato che tiene le redini delle potenze occidentali. Così hanno voluto i loro complici, fondamentalisti religiosi. In paticolare gli iraniani che hanno fatto a gara con i britannici per sostenere militarmente e poliziescamente il governo golpista iracheno sulla pelle del popolo.
Questo 30 dicembre lo ricorderemo: con l'infame gesto dell'impiccagione di un uomo libero, del legittimo rappresentante del suo popolo, ci dicono chiaramente che non esisterà più alcuna libertà sostanziale su questo pianeta.
NoReporter.org
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Ha saputo anche morire

Esemplare il comportamento estremo del Rais assassinato dai garanti del crimine organizzato mondiale
La condanna a morte è stata eseguita: intorno alle 4 italiane, le 6 locali, Saddam Hussein è stato impiccato. Lo ha riferito prima la tv irachena Al Hurra, quindi la televisione di Stato 'Al Iraqiya'. La notizia è stata poi confermata dal viceministro degli Esteri iracheno, Libeed al Abbawi, e dal Pentagono.
L'esecuzione è stata filmata. Le immagini sono state mandate in onda dalle tv di tutto il mondo. Il video mostra alcuni uomini a volto coperto, e uno a volto scoperto, mentre accompagnano Saddam verso la forca e parlano con lui. Il filmato, senza audio, si ferma nel momento in cui la corda viene posta attorno al collo dell'ex dittatore iracheno. Tutto intorno, una stanza molto piccola e buia.
''Restate uniti'', le ultime parole dell'ex rais agli iracheni. Secondo quanto si legge sulla Cnn on line, Mowaffaq Al Rubaie, consigliere nazionale per la sicurezza iracheno presente al momento dell'esecuzione, ha riferito: ''Non c'era paura sul suo volto". Rubaie ha detto anche che l'ex presidente iracheno ha rifiutato di indossare il cappuccio e non ha opposto resistenza. L'ex dittatore iracheno sarebbe morto con il Corano tra le mani dopo aver dato i propri effetti personali al fratellastro Barzan al-Tikriti. Lo rivela l'inviato a Baghdad della Tv satellitare 'al-Arabiya'.
L'esecuzione è avvenuta nella sede dei servizi segreti militari iracheni nel quartiere Qadimiya, sul fiume Tigri, a pochi chilometri dalla zona verde di Baghdad. Si tratta di un luogo nel quale venivano torturati e uccisi i suoi oppositori.
Indossava i suoi soliti vestiti già mostrati durante le udienze del processo, cappotto e pantaloni scuri, camicia bianca, ed è morto alla presenza di sette testimoni. Tra loro, i giudici che hanno seguito il suo processo, alcuni membri del governo e gli Imam. (yahoo.it)
Al suo processo aveva detto: "mi vogliono assassinare perché sono il Mussolini dell'Iraq"
(da noreporter.org)
Il MASSACRO DI WOUNDED KNEE

la rete ricorda
Il MASSACRO DI WOUNDED KNEE è il nome con cui è passato alla storia un eccidio di Sioux da parte dell'esercito regolare statunitense commesso il 29 dicembre 1890.
I fatti storici rimossi all'origine del massacro sono un chiaro esempio di operazione occulta. Il governo degli Stati uniti aveva bisogno di insegnare ai nativi resistenti il loro destino manifesto: è l'espressione usata, allora come oggi, da storici e strateghi per le politiche mirate a neutralizzare i popoli indigeni. Quel 29 dicembre i lakota minneconjou stavano obbedendo a comandi militari, spostandosi durante il gelido inverno per cercare rifugio al forte più vicino. Si fermarono per riposare e iniziarono la danza degli spettri: era una cerimonia offerta da un quasi messia (cioè un profeta indiano, le cui cerimonie erano il risultato della contaminazione con le religioni dei bianchi) della tribù Paiute che si chiamava Wovoka. La danza non aveva lo scopo di minacciare ma di riportare indietro i morti. Gli ufficiali, spaventati, decisero di disarmare i guerrieri che ubbidirono. Ma un giovane lakota sordo, disorientato da quanto succedeva, rifiutò di consegnare la sua arma. Un soldato cercò di strappargli il fucile e nella confusione partì un colpo. Questo diede il via al panico generale. Ai soldati fu ordinato di sparare contro persone innocenti e disarmate. Ci furono quasi 300 morti, la maggior parte donne e bambini. I corpi lasciati sul campo congelarono in un grottesco mausoleo del potere. Solo il mattino seguente i corpi furono sepolti in una fossa comune. Alcuni indiani furono portati via il giorno dopo, pietrificati, ed ammassati in una chiesetta ove (per gli addobbi natalizi) si poteva leggere la scritta: PACE AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'. Il Congresso conferì 20 medaglie d'onore ai soldati che commisero quel massacro.
Quel che accadde nel 1890 vive nell'oggi. Quel luogo è entrato a far parte della resistenza dei nativi americani contro un destino di etnocidio e genocidio. Impariamo che il sistema coloniale degli Usa non ha cambiato le politiche di neutralizzazione verso le nazioni che non si conformano al concetto jeffersoniano di democrazia. Il dispotico governo statunitense finanzia eserciti, dalla Colombia all'Indonesia, per mettere in pratica metodi da genocidio anche contro pacifiche organizzazioni indigene, come nel luglio scorso hanno denunciato, al palazzo dell'Onu di Ginevra, i rappresentanti indigeni. Infine, occorre riconoscere che la lotta contro la tirannia non è terrorismo ma una resistenza dell'umanità per rimanere umana.
Cosa accade, 83 anni dopo, a Wounded Knee?
Alcuni militanti dell'Aim (American Indian Movement) occupano - per 71giorni - quel luogo per protestare contro la politica del governo verso i nativi. Il quotidiano Washington Post scrive: è l'occasione per «seppellire una parte della vergogna della nazione». Ma le forze federali attaccano: due nativi vengono uccisi. Nel 1975, in quei luoghi un altro scontro armato o più probabilmente una provocazione: due agenti federali muoiono, inizia la persecuzione contro esponenti dell'Aim. Per i nativi non esisteva neanche un luogo dove parlare. Nel `76 alcuni di loro andarono alla sede Onu di Ginevra, c'erano soprattutto mohaws: nessuno volle ascoltarli, anzi non li fecero proprio entrare; ma nel `77 riuscirono a prendere la parola. Poi vennero quelli del Sud America, gli altri sottomessi all'Urss e tanti ancora: resta l'unico spazio internazionale per i nativi. Dal `78 esiste una sessione formale sui popoli indigeni. Credo che in realtà tutto sia cominciato nel `73, tornando a Wounded Knee. Riprendendo il filo della resistenza.
La droga finanzia il terrorismo

l'importazione dall'Afghanistan è notevolmente aumentata da quando comandano gli americani...
da www.imgpress.com :
ARCOTRAFFICO: EROINA DALL'AFGHANISTAN PRINCIPALE
PROBLEMA
- Il commercio di un tipo di eroina
particolarmente pura dall'Afghanistan verso gli
Stati Uniti è in crescita esponenziale e ha quasi
superato quello di eroina scadente proveniente dal
Messico. "L'incremento di rifornimenti di eroina
proveniente dall'Afghanistan è attualmente il
principale problema nella lotta al narcotraffico",
ha dichiarato Jim Amormino, portavoce dell'ufficio
dello sceriffo della Orange County. Come riportato
dal Los Angeles Times, nella sola contea di Los
Angeles, in California, i decessi collegati
all'uso di questo tipo di droga sono aumentati dai
137 del 2002 ai 239 del 2005, oltre il 75% in tre
anni. Secondo uno studio effettuato dall'Office of
Health Assessment and Epidemiology di Los Angeles,
i decessi sarebbero frequenti tra persone oltre i
40 anni, fisicamente meno capaci di ristabilirsi
dopo un'overdose di eroina troppo forte. Sebbene
la Drug Enforcement Administration abbia diffuso
un rapporto nel quale si sottolinea che
attualmente l'Afghanistan è il principale
fornitore di eroina negli Stati Uniti, un
portavoce dell'agenzia ha negato che il traffico
illegale verso gli Stati Uniti dall'Afghanistan
sia incrementato rispetto agli anni passati.
MUTUO SOCIALE SUBITO!
Natale, tra consumismo e illusione
Natale è alle porte e il clima di festa inizia a farsi sentire anche in città. I messinesi cercano di mettere da parte lo stress per non rovinarsi questi giorni di vacanza. In questo periodo bisogna essere tutti più buoni. La prima cosa da fare è pensare ai regali per parenti e amici. Non è un’impresa da poco, visto e considerato che si cerca di far coincidere la necessità di una spesa contenuta con il proposito di comprare qualcosa di bello. E la difficoltà sta proprio nella scelta di un regalo che piaccia davvero. Raramente, infatti, il dono corrisponde ai desideri di chi lo riceve. Ma quel che conta è il pensiero e, in questo clima natalizio, nessuno storcerà il naso per un regalo che non è stato all’altezza dell’aspettativa. Ci sono, poi, quei regali che vanno fatti anche controvoglia per mantenere inalterati certi rapporti sempre sull’orlo della rottura. Uno sforzo di bontà e si riesce pure a sorridere mentre si scambiano gli auguri con persone che non si sopportano. Intanto la città risulta trasformata. I commercianti hanno addobbato a festa le vetrine dei loro negozi e hanno anche contribuito di tasca propria per abbellire le strade del centro con tappeti rossi, luci e stelle di natale. Avevano annunciato che lo avrebbero fatto perché volevano vedere una Messina diversa, più gioiosa e più viva del solito. Hanno mantenuto la promessa e ora fremono, sperando solamente che i cittadini ripaghino i loro sforzi, comprando (e molto). Anche il Comune ha fatto la sua parte, non badando a spese pur di rendere felici i cittadini. Ingaggiati zampognari e bande musicali, moltissime strade sono state abbellite con lustri e lustrini di ogni tipo. L’imperativo era dare il massimo ed è stato pienamente rispettato. Non c’è via del centro cittadino che risulti priva di addobbi. Ora tocca ai messinesi essere contenti e dimenticare ogni altro problema della città, che non è stato ancora risolto dagli amministratori. Ma Natale è anche solidarietà e in questi giorni sono state tantissime le iniziative di beneficenza organizzate dalle associazioni che operano in questo settore. A parte le manifestazioni di livello nazionale per la raccolta di fondi, dove cantanti famosi, attori e veline hanno impegnato parte del loro tempo nel cercare di convincere la gente a dare; le parrocchie e le Onlus di Messina hanno organizzato serate dove ai più poveri sono state offerte cene, panettoni e finanche regali da portar via. La soddisfazione di aver assistito e reso felici i più bisognosi non ha prezzo. Anche per strada non si rifiuta un aiuto al mendicante che tende la mano. In questo periodo non si può non dare anche a loro, per sentirsi meglio e in pace con la propria coscienza. Per ultimo non va dimenticato che il Natale è “anche” una ricorrenza religiosa. E così le chiese si riempiono di persone in cerca di redenzione. C’è la fila dietro al confessionale del prete, perché ognuno si sente in obbligo di confessare tutti i peccati commessi nel corso dell’anno, anche quelli più riprovevoli. E si è pronti perfino a recitare qualche Ave Maria e qualche Padre Nostro, pur di ripulirsi la coscienza. Dopo aver fatto anche questo ci si sente più liberi, con l’anima candida, e la sera del 24 dicembre, vestiti a festa, si assiste alla Santa Messa che celebra la nascita del bambin Gesù. Si è disposti perfino a fare la fila dietro le porte della cattedrale, con il sorriso sempre stampato sulle labbra. Tutto questo, e molto altro ancora, è la magia del Natale.
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auguri
Tira e non pensare...mai!

SPAGNA: IL 94% DELLE BANCONOTE HA TRACCE DI COCAINA
MADRID - Il 94% degli Euro in biglietti di banca in circolazione in Spagna recano tracce di cocaina, suggerendo che sono stati usati per inalare la sostanza stupefacente o sono stati a contatto diretto con quelli utilizzati a tal fine. Lo rivela un'analisi pubblicata dal quotidiano El Mundo e realizzata dal laboratorio catalano Sailab a pochi giorni dal quinto anniversario della moneta unica.
La Spagna è il paese al mondo dove sono state sequestrate maggiori quantità di cocaina dopo Colombia e Stati uniti e insieme a Gran Bretagna quello in Europa dove il consumo dello stupefacente è più alto, e in crescita soprattutto fra i giovani. Per l'indagine sono stati utilizzati cento biglietti da dieci, venti e cinquanta euro provenienti da Madrid, Barcellona, Bilbao, Valencia e Siviglia e su 94 di essi sono state trovate tracce di cocaina in quantità media pari a 25,18 microgrammi per bigliettto. Secondo El Mundo, che cita un'indagine di riferimento fatta negli anni scorsi in Germania una tale quantità indicherebbe un uso diretto dei biglietti di banca arrotolati per inalare la droga.
Ma il giornale fa notare anche che secondo gli esperti è quasi impossibile stabilire di fatto quali biglietti siano stati mezzo diretto e quali altri siano semplicemente rimasti in contatto con i primi, nel portafoglio o nelle casse dei negozzi e delle banche. Il che non riduce che di poco l'impressionante impatto delle cifre. (ansa)
Morto Welby: trovarne un altro subito

Vincenzo Visco
di Maurizio Blondet (da www.effedieffe.com)
…Altrimenti gli italiani apprendono notizie sul governo Prodi e sui miliardari di Stato che questo governo rappresenta e difende, protegge e crea.
Per esempio, i contribuenti potrebbero farsi domande sullo splendido, ricchissimo Natale che attende i dipendenti del ministero del Tesoro, su cui regnano i super-tassatori Visco e Padoa Schioppa.
Costoro, tra personale e dirigenti, si divideranno una «gratifica» di 447 milioni di euro.
Pari a circa 900 miliardi di vecchie lire.
Sì, avete letto bene.
Come funziona il trucco, lo ha spiegato Dagospia, in un articolo segnalatoci dal lettore Simoncini.
La Finanziaria del 2004 (dunque il responsabile è Tremonti) previde una «doppia retribuzione fuori contratto» per dirigenti e dipendenti, legata «ai risparmi di spesa effettuati su tutti i capitoli di bilancio dello Stato». Sic.
Fanno i risparmi, e se li mangiano loro.
Di fatto, ogni dipendente ha ricevuto da allora, oltre allo stipendio e alla tredicesima, 10 mila euro il fattorino, e fino a 16,5 mila euro (lordi) gli altri impiegati, secondo il grado; per i direttori generali, da 28 a 45 mila euro.
Per i capi dipartimento la fetta più grossa, perché questi dipendenti pubblici (in quanto pagati dai contribuenti) godono di contratto di dirigenti privati, perché, si sa, hanno un genio manageriale che va compensato secondo «il mercato», anche se il mercato non ha nulla a che fare con loro: personalità come il Ragioniere Generale dello Stato, il Capo Dipartimento, il Capo di gabinetto, il Capo degli uffici legislativi, che già prendono sui 400 mila euro l'anno, si sono aggiudicati anche la gratifica fuori contratto di 175 mila euro a testa.
Natale d'oro per i miliardari di Stato.
A noi le tasse, la frusta, la disciplina, la flessibilità: a loro i miliardi.
Nessun aumento per i poliziotti e i vigili del fuoco, i soli dipendenti pubblici di cui la gente ha bisogno: a lorsignori, la torta di 900 miliardi da spartisti.
Niente per la ricerca, tutto per i burocrati.
Ma non è finita qui.
La commissione Affari Costituzionali (presidente Violante) ha votato all'unanimità per sopprimere questa gratifica.
Senza esito alcuno.
Nelle intricate 300 pagine del maxi-emendamento, la gratifica è rimasta.
Il che non è affatto strano: il maxi-emendamento è stato stilato dai dirigenti del Tesoro, quelli stessi che godono della gratifica miliardaria.
Nell'opera altamente illegale di vanificare il dettato del potere legislativo si sono distinti i sindacati, CGIL CISl e UIL.
Hanno mobilitato gli impiegati del ministero, che a quanto pare hanno inscenato manifestazioni nei corridoi del palazzo.
Immediatamente, sono stati rassicurati da Visco in persona: la gratifica resta e resterà.
Per quali meriti venga riscossa la super-gratifica è detto chiaro: «per le maggiori entrate dalla vendita degli immobili di Stato, per risparmi di spesa sugli interessi», per le somme riscosse in più nel controllo fiscale.
Dunque, come spiega l'articolo su Dagospia, le riduzioni dei servizi pubblici dati ai cittadini grazie al governo Prodi-Schioppa, si traducono in un vantaggio per i miliardari del Tesoro.
«Meno opere pubbliche, meno incentivi allo sviluppo, più sacrifici, più vendite di beni pubblici [pagati da noi], più ticket, più chiusure di uffici ed ospedali significano più soldi nelle loro tasche».
E' la precisa descrizione del regime in cui viviamo: la dittatura totalitaria delle burocrazie inadempienti, che si riempiono i piatti (d'oro) scarnificando le famiglie italiane.
Così si capisce come mai l'introito fiscale aumenta dell'11 % all'anno, mentre l'economia si sviluppa dell'1 %: questi ormai stanno tagliando la polpa all'osso, e l'osso è il nostro.
Così si capisce come mai i finanzieri esibiscano trionfalmente le loro scoperte: beccati 7 mila evasori totali, che secondo loro hanno nascosto un reddito di 15,3 miliardi di euro.
E' una cifra puramente fantastica, come spiega l'imprenditore dai pensieri in libertà nel suo blog.
Ciascuno degli evasori, 6950, dovrebbe avere avuto un fatturato di 3 milioni a testa, 6 miliardi di vecchie lire.
«E secondo voi con i tempi che corrono e i continui controlli che ci sono veramente si riesce a mettere in piedi un business da milioni di euro (che comporta parecchi dipendenti, struttura, trasporti, pagamenti, ecc) come evasori totali?».
Di solito, queste scoperte annunciate finiscono poi per recuperare l'1 o il 2 % di quanto annunciato dalla buro-dittatura, con uno strascico costosissimo di ricorsi e cause in tribunale.
Ma non importa.
L'esibizione dei successi nella mitica «lotta all'inflazione» serve, anche per aumentare la gratifica di lorsignori, collegata ai «recuperi fiscali».
E non crediate che, scoperto lo scandaloso trattamento natalizio dei miliardari del Tesoro, esso venga soppresso.
Sta avvenendo il contrario: i dipendenti degli altri ministeri sono in subbuglio per la gratifica dei «furbetti di via XX Settembre», vogliono anche loro la «doppia retribuzione fuori contratto».
Vedrete che CGIL CISL e UIL faranno faville - nei corridoi dei ministeri, fuori dallo sguardo dei contribuenti - per rimediare a questa ingiustizia.
Non a caso, i sindacati dedicano la loro missione alla difesa dei lavoratori.
Visco rassicurerà, perché quelli sono i «lavoratori» secondo lui, e i votanti per la sedicente «sinistra».
Nella prossima Finanziaria, nel maxi-emendamento finale di 300 e passa pagine con migliaia di commi incomprensibili, ci sarà la gratifica anche per l'ultimo archivista di prima nomina di ogni ministero.
E sarà votato con la fiducia, ossia senza discussione né esame.
E poi, protesteranno i dipendenti delle Regioni, delle province, dei consigli di zona.
Ma rallegratevi, o contribuenti dissanguati: non è tutto pubblico nel regime, entra dalla porta principale «il privato», il «mercato».
Provate a indovinare: sotto forma di Goldman Sachs.
Padoa Schioppa ha assunto la Goldman Sachs come consulente per studiare il futuro ruolo della Cassa Depositi e Prestiti.
Perché Prodi, ossia l'ex dirigente Goldman Sachs, vuol trasformare la Cassa Depositi
e Prestiti in una nuova IRI come a lui conviene.
Lo ha dimostrato col suo tentativo di ri-statalizzare Telecom, per ora fallito.
La Goldman dovrà appunto mettere a punto i trucchi e gli inghippi per aggirare le leggi, nazionali ed europee, che ostacolano il piano.
Per esempio, Prodi vuole che i fondi della Cassa raccolti col risparmio postale siano usati per «le infrastrutture» (la legge vieta quest'uso del risparmio postale, risparmio dei poveri).
E Bruxelles ha da ridire sul fatto che la Cassa sia fuori dal bilancio consolidato dello stato: se dovesse entrarci, su ordine europeo, il buco del debito pubblico ora mascherato sarebbe più vasto di quello che appare oggi.
Inoltre, le norme europee ingiungono che le fondazioni bancarie (tutte così amiche di Prodi) escano dalla Cassa Depositi e Prestiti: attualmente ne detengono il 30 % del capitale; dovrebbero scendere al 5 %.
Come ritardare questo evento, o magari impedirlo in eterno?
Questo dovrà pensare la Goldman Sachs, che dei trucchi è la riconosciuta massima competente mondiale: non a caso un suo dirigente altissimo è oggi capo del Tesoro americano, ossia dell'economia più fallita del pianeta.
Quanto ci costerà quella consulenza - che dovrebbe pagare Prodi, visto che è lui il beneficiario - è un segreto di Stato.
Come tutto il resto, per quanto riguarda i privilegi delle burocrazie che ci tengono lo stivale sul collo.
Ecco perchè Welby morto, occorre trovarne subito un altro.
E' il piacere specifico che Pannella fa al regime: trovare un moribondo, fargli spedire lettere che scrive lui (Pannella), agitare il problema inesistente.
Italiani, non pensate alla gratifica del Tesoro!
Dite piuttosto la vostra sull'eutanasia!
Siete pro o contro? E che ne pensate dei PACS?
Parlate, discutete, dividetevi su questo: siamo o no in democrazia?
Facsimile per una lettera a Romano Prodi

Romano Prodi
Presidente del Consiglio
Piazza Colonna 370
00187 Roma
Oggetto: Sull’abbraccio a dir poco grottesco scambiato il 13 dicembre con il signor Ehud Olmert
Egregio Signor Presidente del Consiglio,
l’abbraccio grottesco, scambiato tra Lei e il signor Ehud Olmert il 13 dicembre u.s, è l’immagine eloquente dell’abisso che la separa dal ruolo che lei dovrebbe rappresentare e, ancor più, dell’abisso che la separa dalle persone che hanno piena coscienza dei crimini di cui il suddetto signore è responsabile.
Un abbraccio e non solo. Come riferiscono agenzie di stampa italiane e internazionali e come ha trasmesso il canale televisivo israeliano Channel 10 in un cosiddetto fuori-onda, il signor Ehud Olmert Le ha addirittura suggerito le parole da pronunciare nella dichiarazione finale.
E Lei, in un inqualificabile eccesso di zelo, è caduto nella imboscata mediatica organizzata dal governo israeliano.
Il suo non è un difetto di “comunicazione”, è un deficit di natura morale e di statura politica.
Il signor Ehud Olmert è un criminale di guerra.
Non lo dichiarano solo numerose organizzazioni palestinesi e israeliane che si battono in difesa dei diritti umani e del diritto internazionale.
Lo dichiara e lo documenta il rappresentante dell’ONU John Dugard che ha redatto un “rapporto sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal ’67” (1) , presentato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 5 settembre 2006, in cui sono elencati i crimini di guerra di cui si è reso responsabile il governo israeliano e in primis il signor Ehud Olmert durante l’attacco e l’assedio di Gaza da parte di Israele nel quadro dell’operazione «Pioggia d’estate», iniziata il 28 giugno 2006.
Il ministro degli esteri italiano Massimo D’Alema fu rabbiosamente attaccato da commen-tatori e rappresentanti filoisraeliani per essere stato affiancato da un ministro libanese di Hezbollah, in una sua visita ai quartieri di Beirut, furiosamente bombardati e distrutti dall’aviazione e dall’esercito israeliano.
Che dire allora della sua indecente performance?
Le foto del suo abbraccio con il signor Ehud Olmert stanno facendo il giro in terre desolate, in villaggi bombardati, in scuole distrutte, in campi profughi ridotti alla fame dal blocco di ogni aiuto umanitario decretato dall’UE e dagli USA contro un governo scelto democraticamente dal popolo palestinese.
Cosa penseranno di lei le vittime di tanta ferocia?
Se quella è l’immagine del suo incontro con il signor Ehud Olmert, è lecito chiedersi quale sia stato il contenuto dei colloqui.
Avrà Lei avuto la serietà di pretendere dal signor Ehud Olmert che il muro dell’Apartheid, condannato dalla Corte Internazionale di Giustizia, sia fermato e distrutto?
Avrà Lei avuto la serietà di chiedere che cessi la pratica delle esecuzioni mirate, la detenzione di migliaia di palestinesi, la cattura e il rapimento di ministri di un governo legittimamente eletto?
Avrà Lei avuto la serietà di sollecitare il riconoscimento del diritto al ritorno dei profughi palestinesi come previsto dalla risoluzione ONU 194/1948?
Dai resoconti apparsi sulla stampa si intuisce che i colloqui sono andati in tutt’altra direzione. Avete addirittura parlato e convenuto su operazioni di embargo e di boicottaggio nei confronti del popolo iraniano.
Lei, in sintesi, signor Presidente del Consiglio, nell’incontro con un criminale di guerra, il signor Ehud Olmert, invece di difendere le ragioni della pace e di chiedere il rispetto del diritto internazionale, ha allineato l’Italia ancora una volta dalla parte dei carnefici invece di parlare in difesa delle vittime.
Per tutti questi motivi noi consideriamo indecente non solo il suo abbraccio con il signor Ehud Olmert, ma anche la sua permanenza alla guida del governo italiano.
(Nome e cognome) (firma)
Luogo e data
(1) http://italy.peacelink.org/paxchristi/docs/1744-19385_john_dougard_rapporto_settembre_2006.pdf