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giovedì, 22 dicembre 2005

Un altro caso Sacco-Vanzetti?

 

 


Un cittadino italiano, incastrato dalla sua ex, verosimilmente innocente, è stato estradato negli Stati Uniti dove non vengono ascoltati né la difesa né il nostro governo



Il caso è davvero un susseguirsi di paradossi. Un cittadino italiano implora l'arresto nel suo Paese; il ministro della giustizia Roberto Castelli prova a dargli una mano con un discreto pressing sulla Procura di Milano, ma il Pm dice di no. Risultato: Carlo Parlanti resta in carcere negli Usa e presto sarà processato per violenza sessuale in un contesto che i suoi legali definiscono «proibitivo».
Il retropensiero è scontato: quando si parla dei rapporti bilaterali Italia-Usa in materia di giustizia,

scatta con una sorta di riflesso pavloviano il film del ritorno a Roma di Silvia Baraldini, trionfalmente accolta all'aeroporto dall'allora ministro della Giustizia Oliviero Diliberto. E poi si torna con la memoria al Cermis e alla drammatica morte di Nicola Calipari, con lo strascico di polemiche sull'inchiesta.
Questa volta, invece, la situazione si capovolge: Castelli vorrebbe riportare in Italia Parlanti e lì farlo giudicare dalla nostra magistratura, ma il pm di rito ambrosiano Brunella Sardoni non ne vuole sapere.

Per saperne di più digita: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=9513&START=3158&XPREC=1606.

 

NoReporter

Postato da: Dresda a 20:57 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   30 Aprile 2006 - 12:03
 
Lei lo accusa di cose che vanno al di la di ogni legge fisica e biologica, lei mente davanti ad una corte e giuria, lui rimane incarcerato per 9 anni

A lui piace parlare con le donne, a lui piacciono le donne, lui ha continuamente relazioni, è un gentiluomo, si sente un Don Giovanni, gli piace il vino quindi è un mostro. Questo è stato la conclusione della pubblica accusa. Lei dice che lui le avrebbe spaccato la testa al muro, sbattuta 30 volte contro un pannello di sughero e altre 30 contro il muro adiacente tanto forte da perdere i sensi e capelli, nei giorni seguenti i suoi capelli otturavano lo scarico della doccia, lui l'avrebbe tenuta legata durante la notte, durante il giorno era libera ma è andato a denunciarlo solo 3 settimane dopo, quando lui già da due giorni era partito nel Mississipi dove incontrava un altra donna. Il medico che l'ha visitata tre settimane dopo la presunta violenza ha certificato una costola fratturata all'altezza del seno, uno dei posti in cui lei non ha menzionato di aver preso pugni e calci, avrebbe perso sangue da inzuppare i materassi per un'atroce violenza sessuale con insermimento di oggetti dannosi, ma non fu richiesto alcun med-legal tantomeno accusò disturbi alle vie genitali. Il giudice dopo aver proposto un patteggiamento accettato il quale Carlo Parlanti in tre mesi sarebbe tornato in Italia, pattegiamento debitamente rifiutato ha chiuso la sentenza con 9 anni di carcere giustificando il tutto con la frase: è vero che non vi sono referti mendici, è vero che la White (presunta parte lesa)è stata inconsistente dichiarando eventi che vanno al di la di ogni legge fisica e biologica, ma penso che lo abbia fatto perchè è rimasta shoccata dalla violenza che ha subito dal signor Parlanti. Ma i muri di carton gesso rimangono intatti, così come la locandina di sughero, nessuna traccia di violenza in nessuna parte dell'appartamento e 8 testimoni affermano di aver visto la signora White nei giorni seguenti alla violenza senza notare alcun segno di essa. Una foto in cui la donna dimostra 10 anni in meno fu presentata 3 anni dopo il presunto stupro, senza data più che equivoca ma certificata come prova di una violenza di cui non vi è traccia. Lui non si arrende, le persone che lo amano urlano a gran forza la sua innocenza con la speranza che chi deve, riesca a guardare la verità. Maggiori documentazioni sul sito http://www.carloparlanti.it gestito dalla compagna di Carlo Parlanti per ottenere conforto e aiuto per sostenere le assurde spese per un diritto che dovrebbe essere un dovere dello stato concedere loro.

www.carloparlanti.it
utente anonimo

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